Ultra 80enni: “stop alla riffa dei vaccini”

“Uno spettacolo assolutamente improponibile, quello cui abbiamo assistito domenica 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, presso un grande Istituto considerato la punta di diamante nella lotta al Covid”.Lo sostiene il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “inaspettatamente, non si sa per quale motivo, la direzione ospedaliera ha diffuso la notizia che presso lo Spallanzani gli ultra 80enni avrebbero potuto ricevere il vaccino anti Covid, senza prenotazione, con le immaginabili conseguenze. Si sono presentati in centinaia ai cancelli, contro ogni disposizione anti assembramento e, sotto la pioggia, sono stati ammassati per ore peggio di un gregge di animali, di cui si celebrava il santo”. Il presidente si sofferma inoltre sui criteri di accesso all’immunizzazione che, per disposizioni della Regione Lazio e dell’onnipotente commissario all’emergenza Arcuri sono abbastanza stringenti. “Da giorni si ripete che la priorità nella somministrazione della dose è riservata agli operatori sanitari, a seguire gli ospiti Rsa, poi i soggetti fragili, gli ultra 80enni a partire da febbraio e allora, come dobbiamo considerare l’estemporanea iniziativa dell’Istituto malattie infettive? E ci risulta che non sarebbe il solo, anche al Campus Biomedico alcune persone sarebbero state vaccinate in modo ‘estemporaneo’” sostiene Maritato. “Per noi si configura come una mancanza di rispetto delle regole e l’espressione della massima confusione organizzativa. Ma si sa, anche nella pandemia ci sono repubbliche indipendenti dove tutto è consentito. Ci aspettiamo che, prima o poi qualcuna di questa batta anche moneta”, chiosa Maritato.

Roma, 19 gennaio 2021

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