Circolari

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2016

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(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 31/E del 27 aprile 2016)

Nelle dichiarazioni dei redditi modelli 730/2016 ed UNICO PF 2016, le informazioni sui contratti di locazione possono essere inserite alla vecchia maniera, cioè riportandone gli estremi di registrazione (data, serie, numero e codice ufficio), e non necessariamente secondo le nuove modalità indicate dalle istruzioni dei modelli, ossia scrivendone – quando presente – il codice identificativo. La soluzione è stata adottata dall’Agenzia delle entrate in considerazione delle difficoltà, rappresentate dagli operatori professionali, legate al reperimento del codice identificativo, soprattutto per i contratti più datati.
Ricordiamo che l’obbligo di specificare in dichiarazione i dati dei contratti di locazione non è generalizzato, ma riguarda esclusivamente i casi di opzione per il regime della cedolare secca e quelli per i quali è previsto un abbattimento del reddito imponibile del 30%, ossia i contratti a “canone concordato” relativi a fabbricati situati in comuni ad alta densità abitativa oppure affittati, in Abruzzo, a soggetti residenti nei comuni colpiti dal sisma del 2009 e le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate inagibili. In tali circostanze, da quest’anno, sia nel 730 che in UNICO, nell’apposita sezione II del quadro (B o RB) riservato ai redditi dei fabbricati, va compilata la nuova colonna 7 (“codice identificativo del contratto”) in luogo delle colonne da 3 a 6 (“estremi di registrazione del contratto”), utilizzate fino allo scorso anno; queste ultime – precisano le istruzioni – riguardano i soli casi in cui il contratto di locazione è stato registrato presso l’ufficio delle Entrate (cioè non telematicamente) e nella copia della richiesta di registrazione restituita dall’ufficio non risulta indicato il codice identificativo del contratto.
Tuttavia, con la risoluzione 31/2016, l’amministrazione fiscale ha puntualizzato che, per quest’anno, l’indicazione del codice identificativo del contratto di locazione è ancora una facoltà e non un obbligo, cosicché si può usare la stessa modalità operativa del 2015, riportando cioè gli estremi di registrazione.
Inoltre, va segnalato che l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione sul proprio sito internet un’applicazione che consente di reperire il codice identificativo del contratto fornendo alcuni dati della registrazione (codice fiscale, ufficio, serie, numero ed eventuale sottonumero); per arrivarci, dalla home page di www.agenziaentrate.it bisogna seguire il percorso Servizi online ® Servizi fiscali ® Servizi fiscali senza registrazione ® Ricerca codice identificativo del contratto di locazione.

2013

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Redditometro, spese medie Istat fuori dall’informativa
Nell’informativa sulla privacy che accompagna i nuovi modelli dichiarativi è assente qualsiasi riferimento alle spese medie Istat, che quindi potrebbero uscire dal redditometro

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’informativa sul trattamento dei dati personali che accompagna i primi modelli definitivi delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d’imposta 2013 (tra cui il modello 730/2014). Il documento non contiene alcun riferimento alle spese medie Istat, ovvero ai valori di spesa presuntivi ricavati dalle statistiche Istat. L’Agenzia, sembra, quindi, orientata ad accogliere le indicazioni del Garante della privacy, che con il provvedimento del 21.11.2013, aveva dato il via libera al nuovo redditometro, richiedendo tuttavia modifiche con riguardo alle spese medie Istat, che secondo il Garante sono poco riconducibili correttamente ad un individuo. I controlli previsti dal nuovo redditometro partiranno a breve, forse anticipati da una circolare operativa delle Entrate. In quell’occasione, potrebbe essere chiarito con certezza se le spese medie Istat saranno considerate o no.

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Acqua, IVA al 22% se venduta in bottiglia
L’aliquota agevolata al 10% si applica solo alla cessione e distribuzione dell’acqua attraverso la rete idrica municipale mediante contratti stipulati con il Comune o società autorizzate

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 11/E del 17 gennaio scorso, in risposta ad una società che vende acqua di sorgente o da tavola mediante i normali canali di distribuzione, ha chiarito il corretto trattamento IVA per tale cessione. In particolare, è stato precisato che si applica l’aliquota agevolata al 10% alla cessione e distribuzione attraverso la rete idrica municipale mediante contratti stipulati con il Comune o società autorizzate. L’aliquota agevolata, in sostanza, riguarda solo il servizio pubblico di distribuzione del bene primario. Al contrario, l’acqua “di sorgente”, imbottigliata e disponibile al supermercato, anche se simile per alcune caratteristiche alla “potabile”, sconta l’aliquota IVA ordinaria del 22% così come avviene per le acque minerali. A determinare il livello di tassazione, infatti, non sono tanto le qualità chimiche e microbiologiche del prodotto, ma le modalità con cui questo viene venduto e distribuito.

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Deducibilità costi auto – le novità applicabili a partire dal 2013

Cambiano le regole per quanto concerne la deducibilità dei costi dei veicoli aziendali e dei veicoli dei professionisti.
Riepiloghiamo in una tabella le nuove percentuali di deducibilità che si applicano, per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare, a partire dal 1° gennaio 2013.

 

Fino al 31.12.2012 Dal 01.01.2013
IMPRESE
  • Aeromobili da turismo
  • Navi e imbarcazioni da diporto
  • Autovetture
  • Autocaravan
  • Ciclomotori
  • Motocicli

DESTINATI AD ESSERE UTILIZZATI ESCLUSIVAMENTE COME BENI STRUMENTALI NELL’ESERCIZIO DELL’IMPRESA

 

100% 100%
Veicoli adibiti ad uso pubblico 100% 100%
  • Autovetture
  • Autocaravan
  • Ciclomotori
  • Motocicli

DIVERSI DA QUELLI USATI COME ESCLUSIVAMENTE STRUMENTALI

 

40%*

20%*
Veicoli di agenti e rappresentanti di commercio 80%* 80%*
Veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta 90% 70%
PROFESSIONISTI
Veicoli di esercenti arti e professioni in forma individuale 40%*

Limitatamente ad un solo veicolo

20%*Limitatamente ad un solo veicolo
Veicoli di società semplici e società di persone che esercitano arti e professioni 40%*Limitatamente ad un veicolo per ogni socio* 20%*Limitatamente ad un veicolo per ogni socio*

* Nel calcolo del costo deducibile non si tiene conto della parte di costo che eccede alcuni limiti variabili in funzione del tipo di veicolo e del tipo di costo (acquisto, leasing, noleggio). I suddetti limiti sono rimasti invariati rispetto al passato e sono riportati nella tabella seguente:

 

Acquisto/Leasing

Noleggio

Autovetture

Autocaravan

18.075,99

(25.822,84 in caso di agenti e rappresentanti)

3.615,20

Motocicli

4.131,66

774,69

Ciclomotori

2.65,83

413,17

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