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Apr 13

ASSOTUTELA – Emergenza presenza arsenico nell’acqua “potabile”

ASSOTUTELA - Emergenza presenza arsenico nell'acqua ''potabile''“L’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato una concentrazione di arsenico nell’acqua del Lazio superiore di oltre il doppio rispetto a quella nella popolazione generale”. Lo dichiara in una nota il Presidente di AssoTutela – Michel Emi Maritato. “Negli anni le amministrazioni regionali avrebbero dovuto e potuto occuparsene, invece siamo ancora in piena emergenza”.
Nel Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” leggiamo all’art. 4 ‘Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite’’ e all’art. 9 ‘Nessuna sostanza o materiale utilizzati per i nuovi impianti o per l’adeguamento di quelli esistenti, per la preparazione o la distribuzione delle acque destinate al consumo umano, o impurezze associate a tali sostanze o materiali, deve essere presente in acque destinate al consumo umano in concentrazioni superiori a quelle consentite per il fine per cui sono impiegati e non debbono ridurre, direttamente o indirettamente, la tutela della salute umana prevista dal presente decreto’.
Sono inoltre stabiliti, nello stesso decreto, gli obblighi della regione, dei sindaci e dei gestori del servizio idrico.
“La popolazione non è correttamente informata sui rischi da avvelenamento da arsenico. Non tutti sanno che l’arsenico, e molti dei suoi composti, sono veleni particolarmente pericolosi.
L’arsenico uccide danneggiando in modo gravissimo il sistema digestivo ed il sistema nervoso, portando l’intossicato alla morte per shock. Composti contenenti arsenico sono cancerogeni e, in particolare, sono implicati nella patogenesi del carcinoma della vescica, nel carcinoma mammario e di alcune neoplasie dell’apparato tegumentario – continua Maritato – e a tutto questo si aggiunge la beffa dei continui aumenti sulle tariffe dell’acqua.
Riteniamo gravissima la situazione e non quantificabili i danni ai cittadini. Chiediamo, pertanto, al Presidente Zingaretti di farsi carico dell’emergenza arsenico intervenendo con la realizzazione di impianti di dearsenificazione. – e conclude – I cittadini non possono essere a rischio avvelenamento di giorno in giorno. Si continua a parlare dei costi che un malato rappresenta per la sanità pubblica, ma allo stesso tempo non si interviene per tutelare la salute di ogni individuo”.

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