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Nov 08

AssoTutela – Fosso TreFontane: si al vincolo ambientale, no ai metri cubi

Ruspa al lavoro nell’area del fosso delle Tre FontaneLA PROCURA HA IMPOSTO IL RIPRISTINO DEL CORSO D’ACQUA ILLEGITTIMAMENTE SOTTERRATO

“Il 6 novembre è una data significativa per l’ambiente: sono iniziati i lavori per riportare alla luce il Fosso delle Tre Fontane da parte del Municipio VIII, che ne aveva denunciato la scomparsa, suscitando vivaci polemiche, culminate in uno scontro con l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Giovanni Caudo e con quello della Regione Lazio Michele Civita, che insistono nel non confermare l’abusivo interramento e il relativo scempio”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che continua: “La Regione Lazio, pur riconoscendo l’esistenza del fosso, si è affrettata a cancellarne la tutela paesaggistica che non permette edificazioni a meno di 150 metri, con una delibera che immediatamente i cittadini hanno impugnato al Tar. Tali vicende, hanno fatto sorgere il sospetto che lo scempio ambientale fosse funzionale alla nota Convenzione denominata I-60, che prevede proprio in quella zona strade, parcheggi, palazzi. Municipio, Corpo Forestale e Procura, ciascuno per le proprie competenze, hanno voluto vederci chiaro e nello scorso luglio i magistrati hanno sequestrato l’area, imponendo ai costruttori il ripristino dell’alveo i cui lavori sono iniziati proprio ieri, sotto una pioggia torrenziale, che rende ancora più evidente la necessità di salvaguardare l’equilibrio idrogeologico della città. Ora la Regione deve ripristinare il vincolo paesaggistico e il Comune deve rivedere la convenzione I-60 fermando i lavori in atto”, conclude il presidente.

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