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Nov 26

Minicar lo stop di AssoTutela

drammi legati al fenomeno delle microcar a Roma“Dal 2010 ad oggi sono numerosi i drammi legati al fenomeno delle microcar a Roma. Una raffica di incidenti gravi ed una decine di tragedie che hanno inesorabilmente lasciato il segno, come la ragazza uccisa all’Olgiata da un pullman o un suo coetano uscito fuori strada sull’Olimpica nei pressi di Tor di Quinto. Per non parlare poi dei fatti recenti, con la diciassettenne ricevrata d’urgenza ad Ostia per essere stata sbalzata dal suo abitacolo a causa di un’incidente avvenuto a Casal Palocco o i due minorenni salvati miracolosamente da due pompieri dopo essersi ribaltatati su Via Gregorio VII.

Tutti incidenti legati alle microcar, molto diffuse nella Capitale con oltre 13 mila veicoli circolanti” Lo dichiarano in una nota congiunta il Presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato e l’Avvocato dell’associazione Antonio Petrongolo.

“Le mini car spesso vengono ritenute dai genitori, erroneamente più sicure di uno scooter o di una moto, nonostante da poco sia uscito il resoconto sulla sicurezza di Euro Ncap, che ha bocciato categoricamente i quadricicli che si possono guidare a 16 anni con le patenti A1 o B, considerati poco sicuri per chi è al volante. Secondo l’Automobil Club, in Italia, fra il 2010 e il 2012 ci sono stati 40 morti e 2.152 feriti sulle microcar – vergognoso prosegue l’Avv. Petrongolo- Il 40 per cento dei conducenti feriti era minorenne. E di questi moltissimi erano romani”.

“A questa conclusione si è arrivati al termine di un protocollo di valutazione studiato sulle mini auto, con i quali si è soliti simulare incidenti di vario genere. Considerando un impatto frontale a 50 km/h, il risultato è stato spaventoso ed agghicciante: in ognuno dei 4 modelli utilizzati per la simulazione, si sono riscontrate lesioni mortali per chi è alla guida, con possibilità di essere sbalzati fuori dall’abitacolo”.

“Queste sono situazioni che abbiamo già verificato sulla pelle di molti giovani – conclude il Presidente Maritato – sarebbe il caso di intervenire, vietando la vendita di questi quadricicli, troppo pericolosi e poco sicuri a viaggiare sulle strade urbane. L’Associazione preannuncia una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Roma per attentato alla sicurezza pubblica e una class-action contro le case automobilistiche che fabbricano questo genere di automobili per il rimborso di danni biologici, fisici e morali procurati”.

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