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Mar 11

NEMI – PRESUNTO ABUSO DEL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA FRISON: ASSOTUTELA SI RIVOLGE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

NEMI - PRESUNTO ABUSO DEL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA FRISONAssoTutela risponde all’appello de L’Osservatore d’Italia affinché non finisca nell’oblio il caso del consigliere di maggioranza di Nemi Elio Frison che a dicembre del 2012 ha smontato in soli tre giorni un manufatto presumibilmente abusivo situato nella valle del lago dove l’abusivismo prolifica sotto gli occhi di tutti. Il quotidiano ha filmato l’intera operazione di smontaggio ma i controlli degli organi di vigilanza, caso ha voluto, sono arrivati soltanto quando la “casetta” è sparita dopo un andirivieni del consigliere con il suo furgoncino bianco. “Abbiamo presentato un esposto ben dettagliato in Procura – ha detto il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato – dobbiamo finirla con le solite storie dei figli e dei figliastri! Come associazione che tutela i diritti dei cittadini pretendiamo di sapere dove sono stati smaltiti i materiali che il consigliere Frison ha smontato. Giusto in queste ore, quale presidente di Assotutela, sento più che mai la necessità di fare nostre le parole di Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali il quale commenta favorevolmente la tanto attesa approvazione da parte del Senato del disegno di legge che introduce nel codice penale i delitti ambientali: l’introduzione della fattispecie del reato di disastro e inquinamento ambientale è elemento centrale che consentirà di evitare per il futuro l’impunibilità dei responsabili di tali delitti”. “Dunque – conclude Maritato – questo caso va chiarito subito! Quando un’opera abusiva viene demolita, legge vuole che vi sia una tracciabilità rispetto l’iter di conferimento dei materiali: dove li ha smaltiti il consigliere di maggioranza Elio Frison che in soli tre giorni ha smontato la sua “casetta” sul lago di Nemi in fretta e furia? Frison è un rappresentate della casa comunale che per primo dovrebbe dare il buon esempio e allora ci risponda per dipanare ogni dubbio sorto intorno a questa paradossale vicenda che da una parte vede pendere sul direttore de L’osservatore d’Italia una ordinanza di demolizione di un “intonaco” in pietra locale e dall’altra il silenzio rispetto un consigliere comunale che addirittura si è ritrovato una “casetta” in riva al lago di Nemi, un sito a protezione speciale e tutelato dal Parco dei Castelli Romani dove è assolutamente proibito costruire. Auspichiamo che siano gli inquirenti, a seguito dell’esposto appena presentato in Procura, a fornirci quelle risposte che l’amministrazione di Nemi non ha inteso fare”.

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