Coordinamento Regionale Guardie

Pagina a cura di Mauro Carfagna Mauro Carfagna

 

****************************************************************************************************************************

A Roma – Si finge guardia giurata e ruba 60mila euro all’H&M

L’uomo ha tratto in inganno la commessa e si è fatto consegnare l’incasso giornaliero, minacciandola con una pistola. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere a circuito chiuso


Un negozio H&M

Ha studiato i movimenti dei vigilantes, poi si è finto uno di loro e ha chiesto, come ogni giorno fanno le guardie giurate autorizzate, di farsi consegnare l’incasso del maggiore negozio H&M di Roma. Quando, però, la commessa ha visto che il suo nome non era sulla lista, per farsi dare il denaro l’ha minacciata con una pistola. Poi è fuggito.
E’ di 60mila euro il bottino del rapinatore “fantasioso”, un uomo che è stato comunque ripreso dalle telecamere su via del Corso, nel centro storico della capitale. Le immagini sono al vaglio degli investigatori.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-2edaf526-d8f4-4881-bdf9-ead7f42227d6.html#sthash.Am81GbiW.dpuf

****************************************************************************************************************************

Vigilanza Privata, una voce da tagliare. Parola di Sergio Rizzo

29 venerdì nov 2013

Ministero della Giustizia, Sergio Rizzo, trasporto valori, vigilanza privata

Lo scrive stamani, nell’editoriale sul Corriere della Sera, Sergio Rizzo autore con Gian Antonio Stella del celeberrimo “La casta”.

Non è bello la mattina accendere il computer ed imbattersi in articoli come questo, dove il servizio di Vigilanza Privata viene indicato come una spesa esagerata o quantomeno da ridimensionare. Certo è che, pur non facendo piacere, la spending review imposta dallo Stato a tutta la Pubblica Amminstrazione obbligherà, obtorto collo, a limitare al massimo le spese. In Olanda, Laetitia Griffith, Presidente dell’ industria della sicurezza olandese ha già suonato l’allarme, come scrivemmo pochi mesi fa, leggi qui. Nel Pese orange, infatti, la spending review ha portato alla decisione estrema di rinunciare completamente al servizio di Vigilanza Privata, indifferente se armato o meno. In Italia Assiv sta cercando nuovi scenari proponendo una sinergia tra imprese di costruzioni, impiantistica di sicurezza e vigilanza privata al Ministero della Giustizia per la costruzione di nuove carceri, moderne e tecnologiche. Idea lodevole ma che anch’essa si scontrerà inevitabilmente con la minor capacità di spesa che dovremmo affrontare nei prossimi anni. Piuttosto che costruire nuove carceri, lo Stato percorrerà la strada dell’indulto di massa, degli arresti domiciliari, dei lavori socialmente utili e di tutto quello che possa servire ad abbattere la spesa complessiva. Certo, la spesa per la manutenzione delle attuali strutture fatiscenti è probabilmente superiore, nel lungo termine, a quella che servirebbe per la costruzione di nuove realtà carcerarie, e quindi qualche nuovo carcere sarà pur costruito e l’iniziativa dell’ASSIV sarà presa nella dovuta considerazione. Ma non si ribalta un trend negativo come quello che stiamo vivendo con alcune unità carcerarie.

Non se ne esce fuori, la Vigilanza Privata, nel suo insieme, dovrà pensare a ricollocarsi sul mercato del lavoro in un mondo che cambia alla velocità della luce. La Guardia Giurata armata è destinata ad essere sempre più una rarità per il futuro, a differenza di quella non armata la quale, come agente di sicurezza, troverà diversi ambiti di impiego in tandem con le nuove tecnologie. Anche Il Trasporto Valori è destinato ad una profonda rivisitazione. Non mi meraviglierei che la Guardia Giurata addetta a tale servizio offrirà domani la sua opera come professionista autonomo, essendo così diverso e specifico questo tipo di attività. Sinceramente mi meraviglia vedere a tutt’oggi nello stesso contratto di lavoro il Trasporto Valori con Guardie Giurate e Servizi Fiduciari. Ma questi sono scenari per la cui maturazione servirà ancora qualche passaggio. Non sono così ingenuo e non escludo che le aziende interessate cavalchino la crisi per i loro interessi, anzi ne sono certo. Ma oggi stiamo lottando per la sopravvivenza, i periodi di vacche grasse sono terminati.

Adesso sta sopravanzando fortissima la selezione della specie, solo i migliori resteranno. Gli altri spariranno come neve al sole. Istituti di Vigilanza Privata grandi e piccoli di ogni zona d’Italia sono in vendita perenne ormai da anni e sapete perchè non riescono a vendere? Perchè i loro debiti sono superiori al loro valore di mercato. In queste condizioni accadrà al nostro settore quello che sta accadendo a tutti gli altri settori economici della nazione. Pregheremo in ginocchio i grandi gruppi stranieri che ci comprino i nostri IVP, praticamente a costo zero, chiedendo in cambio di lasciare a casa meno gente possibile. I gioiellini del made in Italy di ogni settore fanno gola alle imprese estere tanto che nei primi mesi del 2013 il controvalore delle principali operazioni annunciate aveva già raggiunto i 3,8 miliardi, più della meta di tutto il 2012. E sono oltre 400 le aziende italiane che negli ultimi cinque anni – complice anche l’esigenza di liquidità – hanno ceduto alle avances di gruppi da oltreconfine, che per averle hanno staccato un assegno complessivo di 55 miliardi. Che si tratti di impoverimento del Paese o scatto in avanti verso la crescita dimensionale e il mercato globale non è ancora dato saperlo ma di sicuro c’è che anche i servizi segreti avanzano qualche dubbio sulla trasparenza di queste operazioni commerciali. Intanto sui social network, tra colleghi che rischiano di rimanere a casa da un giorno all’altro, sedi che chiudono o si ridimensionano fortemente, tredicesime rateizzate o non date – già quelle del 2013, figuriamoci quelle del 2014 – e ispezioni varie, un albero senza foglie ha preso il posto dell’abete illuminato, diventando icona del Natale che ci aspetta. Nell’augurare, comunque, Buona Vigilanza a tutti, nella certezza che nessuna notte sarà mai così lunga da impedire al nuovo giorno di sorgere, vi lascio, qualora non crediate alle mie, con le parole testuali di Sergio Rizzo:

“…a dimostrazione di quanto sia talvolta complicato tagliare, ci sono alcune voci che sopravvivono tuttora nel bilancio del Consiglio regionale del Lazio. Per esempio, i 4 milioni di euro destinati alle spese per la vigilanza privata. Oltre il quadruplo rispetto alla voce analoga presente nel bilancio del Consiglio regionale della Lombardia. Dove per «servizi di portineria e di sorveglianza» era previsto nel 2012 un impegno di 825 mila euro”…

Andrea Caragnano

http://vigilanzaprivatagpg.wordpress.com/2013/11/29/vigilanza-privata-una-voce-da-tagliare-parola-di-sergio-rizzo/

****************************************************************************************************************************

Rapina ingrosso diamanti a Roma,ricerche

La polizia sta cercando tre banditi,bottino non ancora calcolato

(ANSA)-ROMA,28 NOV -Rapina in un ingrosso di pietre preziose e diamanti a Roma, tra i quartieri di Trastevere e Monteverde. Tre uomini armati e con accento napoletano intorno alle 19.30 hanno portato via numerose pietre preziose prima di scappare. Dopo essersi spacciati per agenti,i rapinatori sono entrati nel locale: hanno legato ed imbavagliato il titolare,colpito alla testa con il calcio della pistola, e alcuni clienti. Poi si sono fatti aprire la cassaforte. Il bottino non è stato ancora calcolato.Indaga la polizia.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/11/28/Rapina-ingrosso-diamanti-Roma-ricerche_9698518.html

****************************************************************************************************************************

La polizia sta cercando tre banditi,bottino non ancora calcolato

28 novembre, 23:40

(ANSA)-ROMA,28 NOV -Rapina in un ingrosso di pietre preziose e diamanti a Roma, tra i quartieri di Trastevere e Monteverde. Tre uomini armati e con accento napoletano intorno alle 19.30 hanno portato via numerose pietre preziose prima di scappare. Dopo essersi spacciati per agenti,i rapinatori sono entrati nel locale: hanno legato ed imbavagliato il titolare,colpito alla testa con il calcio della pistola, e alcuni clienti. Poi si sono fatti aprire la cassaforte. Il bottino non è stato ancora calcolato.Indaga la polizia.
****************************************************************************************************************************

Rapimento neonato Ponte Mammolo: “Encomio anche per le guardie giurate”

“Come mai, quando si parla di Guardie Giurate, sembra che sia dato tutto per scontato?”

Spett.li Istituzioni in indirizzo, la presente lettera per portare alla Vostra attenzione, un fatto davvero, oserei dire vergognoso, visto che si parla sempre di collettività, e di cittadini che fanno il proprio dovere, anche a rischio della loro stessa vita.
Mi riferisco all’ episodio avvenuto il giorno 11 Novembre 2013, alla stazione della linea B della metropolitana di Ponte Mammolo, dove è avvenuto un tentato rapimento da parte di Anka Georgieva Serafinova, una ragazza di 25 anni proveniente da un campo nomadi in provincia di Napoli, ai danni di un bambino di pochi mesi, che veniva cambiato dalla sua mamma, e che fortunatamente si è risolto tutto per il meglio.
Ma adesso Voglio chiedervi, come mai sono state premiate solo le ragazze, che da quanto leggo negli articoli, hanno “rincorso e sventato” il rapimento, e non sono state menzionate le guardie giurate che erano in servizio nella linea B, e grazie e soprattutto al loro intervento, si è riusciti a bloccare il rapimento del bimbo?
Come mai, quando si parla di Guardie Giurate, sembra che sia dato tutto per scontato, come se NOI dobbiamo qualcosa sempre a tutti, mentre gli altri non ci devono niente?
Voglio ricordare che i colleghi operanti nella linea B, ma parliamo anche di tutti quelli che operano a 360° per la salvaguardia e la tutela dei cittadini nella metro, sono un incolmabile fonte di sicurezza per i cittadini stessi, che chiedono protezione e dove spesso non arrivano le forze dell’ ordine, ci siamo NOI, uomini in divisa, troppo derisi e poco apprezzati, ma all’ occorrenza sempre pronti a dare una mano a chi ce la chiede.
L’ A.N.G.G.I. chiede a gran voce, che questi uomini siano Encomiati e premiati per il loro gesto, che ha contribuito fortemente al salvataggio di quel piccolo bambino, il quale se oggi è ancora tra le braccia della sua mamma, è anche grazie all’ eroico gesto, fatto dai colleghi della linea B, e indirizziamo questa missiva, per invitarvi, a rendere omaggio a degli uomini, che garantiscono legalità, e giustizia anche a rischio della loro vita, pur nessuno li tenga in considerazione.
Anche la sigla sindacale UNL nella persona del Segretario Generale Fabrizio Pochiero, esprime la più totale indignazione e rammarico per questo gesto, che ci auguriamo, sia stata solo una spiacevole dimenticanza, nei confronti delle guardie giurate, vittime della delinquenza e del sistema, che le attanaglia in una morsa da cui non vi sembra uscita, e ringraziamo per le riposte opportune a questa nostra missiva, inviata col cuore e con il pianto, di tanti colleghi che ogni anno muoiono dimenticati da chi dovrebbe tutelarli.

Il Segretario Nazionale A.N.G.G.I.
Roberto Pau

http://www.romatoday.it/cronaca/anggi-rapimento-neonato-ponte-mammolo.html

****************************************************************************************************************************

Mauro Carfagna : ” Concordo pienamente con quanto scritto dal Segretario Generale del Unl Sig. Fabrizio Pochiero nella lettera che allego qui di seguito Lettera unl

****************************************************************************************************************************

Il tempestivo intervento delle guardie giurate sventano furto al Consorzio Agrario

La prima Guardia arrivata nel giro di 5 minuti ha notato fuggire alcuni individui fra i silos dei mangimi, scavalcando rapidamente un cancello sul retro. Sul posto anche i Carabinieri.

Tentato furto nel cuore della nottata tra giovedì e venerdì al Consorzio Agrario di via Cagnona 295, a San Mauro Pascoli. I malviventi hanno utilizzato una tecnica collaudata, quella del primo falso allarme. Mancavano dieci minuti alle 2 quando la sala operativa dell’istituto di vigilanza Civisaugustus ha ricevuto la segnalazione d’allerta, inviando immediatamente la Guardia Giurata competente per quella zona e contestualmente ad avvisare i Carabinieri di San Mauro Pascoli
Dai primi rilievi non è emerso nessun segno di intrusione o altro che facesse pensare ad un tentativo in tal senso. Circa un’ora più tardi, intorno alle 3, è arrivato nuovamente un segnale di allarme dal Consorzio Agrario. Questo secondo allarme ha generato ovviamente una maggiore allerta, e l’Operatore di Centrale della Civis ha provveduto ad inviare 2 pattuglie di Guardie Giurate ed avvisare nuovamente i Carabinieri che si portavano ancora sul posto
La prima Guardia arrivata nel giro di 5 minuti ha notato fuggire alcuni individui fra i silos dei mangimi, scavalcando rapidamente un cancello sul retro, ed abbandonando alcune taniche, secchi ed assi probabilmente necessari al compimento del furto. Nella adiacente zona carburanti erano state attivate le pompe, ma anche qui non sembrava essere stato asportato nulla visto che tutti i contatori erano a zero.

I malviventi sono entrati in azione passando dal retro, scavalcando la recinzione con una scala di alluminio, e la fuga è avvenuta scavalcando il cancello, al di la del quale era probabilmente pronta una macchina per la fuga. Tuttavia non è stato possibile inseguirli poichè si sono dati presto alla macchia, col favore delle tenebre. Nei minuti successivi, all’arrivo dei Carabinieri e dei responsabili del Consorzio, è emerso che la banda è fuggita a mani vuote.

http://www.cesenatoday.it/cronaca/tentato-furto-san-mauro-pascoli-consorzio-agrario-22-novembre-2013.html

****************************************************************************************************************************

Dopo il caso marò saranno le guardie giurate a vigilare sulle navi italiane

 

Il 23 novembre 2013 si svolgerà a Roma la manifestazione che richiamerà da tutta Italia diverse persone per mantenere ferma l’attenzione sulla vicenda che vede da oltre 20 mesi i due militari italiani trattenuti in India. Partiranno bus da tutta Italia, Trieste inclusa, per esempio l’organizzazione politica Trieste pro patria ha fatto presente che organizzerà un bus per presenziare con una propria delegazione al detto evento, che negli intenti sarebbe apolitico ed apartitico. Come è noto i due fucilieri di marina Capo di 1 cl Latorre Massimiliano e 2 capo Girone Salvatore fanno parte del noto battaglione San Marco.

E’ singolare, a tal proposito, notare come sul profilo ufficiale della pagina facebook del Reggimento San Marco, sia stato condiviso lo stato dei “fascisti del terzo millennio”, Casapound, che chiedevano, così come accaduto anche a livello istituzionale in diversi Comuni italiani, il ritorno dei due militari. Purtroppo  Ajesh Binki di 25 anni e Valentine di 45 anni a casa non rientreranno più .

Ad ottobre 2013 la Confitarma Confederazione Italiana Armatori , rende noto che “nonostante lo straordinario impegno della Marina militare che dal novembre 2011 ha assicurato la protezione di circa 250 viaggi nell’Oceano Indiano grazie all’imbarco dei Nuclei Militari di Protezione (NMP), restavano a tutt’oggi ancora scoperte alcune rilevanti rotte nell’area a rischio pirateria” le navi mercantili italiane potranno utilizzare anche guardie giurate per difendersi da eventuali attacchi di pirati sulle rotte internazionali.

In data 11 ottobre 2011 è stato siglato il Protocollo di intesa tra Confitarma e il Ministero della Difesa, ai sensi del Decreto Legge 12 luglio 2011 , n. 107, in base al quale nell’ambito delle attivita’ internazionali di contrasto alla pirateria al fine di garantire la libertà’ di navigazione del naviglio commerciale nazionale, è possibile stipulare con l’armatoria privata italiana e con altri soggetti dotati di specifico potere di rappresentanza della citata categoria convenzioni per la protezione delle navi battenti bandiera italiana in transito negli spazi marittimi internazionali a rischio di pirateria individuati con decreto del Ministro della difesa, sentiti il Ministro degli affari esteri e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, tenuto conto dei rapporti periodici dell’International Maritime Organization (IMO), mediante l’imbarco, a richiesta e con oneri a carico degli armatori, di Nuclei militari di protezione (NMP) della Marina, che puo’ avvalersi anche di personale delle altre Forze armate, e del relativo armamento previsto per l’espletamento del servizio.

E così è stato.

Una convenzione che prevede per esempio che l’attività di protezione sarà svolta da 10 Nuclei Militari della Marina, ciascuno composto da 6 uomini, da imbarcare sui mercantili battenti bandiera italiana in transito nelle aree che sono oggi a rischio di pirateria, la non responsabilità del Comandante della Nave per le scelte inerenti le operazioni compiute nel respingimento di un attacco dei pirati ma nello stesso tempo di mantenere idonee coperture assicurative per responsabilità civile verso terzi, e specificatamente per i danni al personale NMP che dovessero derivare per colpa imputabile all’armatore o i suoi ausiliari.

Con la Legge 2 agosto 2011, n.130 è stata autorizzato, nei casi in cui non sono previsti i servizi di protezione come effettuati dalla Marina Militare, l’impiego di guardie giurate, il ricorso a guardie giurate individuate preferibilmente tra quelle che abbiano prestato servizio nelle Forze armate, anche come volontari, con esclusione dei militari di leva, e che abbiano superato i corsi teorico-pratici di cui all’articolo 6 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 15 settembre 2009, n. 154, adottato in attuazione dell’articolo 18 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. 5-bis.

Mancavano i provvedimenti amministrativi attuativi ed ora sono arrivati.

Probabilmente il caso dei marò è stato determinante per accelerare tale iter, e quel comunicato, come pubblicato sul sito della confederazione degli armatori, lascia presagire che la marina militare italiana lentamente o forse rapidamente passerà le consegne ai vigilanti privati abbondando tale settore.

Certo,si dirà, ma quanto è normale che la marina militare italiana venga adoperata per tutelare gli interessi del capitale privato? Per non parlare di tutto il business che è legato al fenomeno della così detta pirateria, assicurativo in primis.

Come sempre in Italia tutto è possibile ed anche stranamente normale.

MarcoBarone

fonte:xcolpevolex

http://www.reset-italia.net/2013/11/04/dopo-il-caso-maro-saranno-le-guardie-giurate-a-vigilare-sulle-navi-italiane/#.UpaR1OJoFco

****************************************************************************************************************************

Roma, rom tenta di rapire un neonato in metro: premiate le 16enni che aiutarono la madre

Mauro Carfagna : Complimenti alle 2 ragazze!!! Ma un riconoscimento alle Guardie Giurate coinvolte?!?!?!
LEGGO.IT ROMA – Non sono rimaste indifferenti, non hanno voltato lo sguardo e sono intervenute in aiuto di Giovanna Crielesi, la mamma di Giuseppe, il piccolo di 8 mesi che è stato oggetto di un tentato sequestro nella stazione metro di Ponte Mammolo. Le due sedicenni ieri sono state premiate dal Consiglio regionale del Lazio. «Abbiamo voluto dare un riconoscimento al senso civico e di solidarietà delle giovanissime» ha detto Daniele Leodori, presidente del Consiglio regionale.
Le due ragazze non erano presenti alla conferenza, una per motivi di salute, l’altra «per timidezza», ha spiegato Leodori che ha ringraziato il comandante dei carabinieri di Roma Giuseppe La Gala presente all’evento. «Grazie alla caserma dei carabinieri per avermi soccorso – ha affermato Giovanna Crielesi -, anche alle guardie giurate della metro e alle ragazze: le ho ringraziate telefonicamente». Accusata di tentato sequestro di persona una venticinquenne bulgara che ai carabinieri ha dichiarato di risiedere in un campo nomadi nel napoletano.

****************************************************************************************************************************

Ostia, i vigilantes della Global Security senza stipendio da luglio

Ad oggi ogni guardia ha accumulato circa cinquemila euro di credito e nulla di buono si prospetta per i lavoratori

Redazione 22 novembre 2013Le guardie giurate della Global Service Security srl di Ostia non percepiscono lo stipendio e i dovuti ticket sulla presenza dal mese di luglio scorso. La situazione è difficile. Ad oggi ogni guardia ha accumulato circa cinquemila euro di credito ma il senso di responsabilità per la sicurezza collettiva ha spint ugualmente i vigilantes a prestare servizio indebitandosi per la speranza che gli viene promessa ogni giorno: “Domani paghiamo”.
“Anche a Roma esiste una speranza sindacale per chi si batte contro l’arroganza di chi si crede intoccabile e contro la connivente indifferenza di molti pubblici funzionari”. Così, in una nota, il sindacato Roma Capitale Guardie Giurate – Sezione Commercio e Turismo – Privati.

Annuncio promozionale

“Ad oggi – prosegue la nota – nonostante la scrivente O.S. abbia dato notizia alla Prefettura, alla Questura e alla Direzione Territoriale del Lavoro sulla grave situazione economica-finanziaria, nulla di buono si prospetta per i lavoratori. Attendiamo perciò – conclude la nota – che la Prefettura, la Questura e quanti sono chiamati al rispetto delle norme facciano il loro dovere, per impedire che disinvolti comportamenti imprenditoriali, possano continuare a nuocere al buon nome della vigilanza privata romana”.

http://ostia.romatoday.it/ostia/vigilantes-global-security-senza-stipendio-da-luglio.html

****************************************************************************************************************************

Lentini, Guardie Giurate e Carabinieri sventano un furto ad una stazione di rifornimento

Lentini, Guardie Giurate e Carabinieri sventano un furto ad una stazione di rifornimento
22 Novembre 2013

Mercoledì notte le Guardie Giurate della Siciltransport, dopo essere state avvisate dalla Centrale Operativa di un allarme pervenuto dal rifornimento sito sulla Statale 114 nel territorio di Lentini, nel recarsi tempestivamente con l’autopattuglia presso la stazione di servizio sventavano un furto con scasso.

I malviventi scardinata la serranda del locale per procedere presumibilmente al furto di tabacchi ed eventuali soldi contanti venivano messi in fuga dall’intervento delle Guardie Giurate e dei Carabinieri. Si recuperava inoltre una autovettura che dai successivi controlli delle Forze Dell’Ordine risultava rubata.

http://www.siracusanews.it/node/42934

****************************************************************************************************************************

Il commerciante chiama le guardie giurate a sedare una rissa: non sono pubblici ufficiali

13/11/2013

Le guardie giurate svolgono esclusivamente compiti di tutela del patrimonio e, qualora intervengano al di fuori delle loro attribuzioni istituzionali, non possono assumere la qualità di incaricati di pubblico servizio ovvero di pubblici ufficiali. Lo ha ribadito la Cassazione nella sentenza 25152/13. annullando così una sentenza di Appello nella parte in cui condannava l’imputato per minaccia a un pubblico ufficiale ex art. 336 c.p.

Rissa fuori da un locale sottoposto a vigilanza. Il ricorrente, infatti, aveva rivolto minacce e ingiurie nei confronti di due guardie giurate. Esse, su segnalazione del titolare di un esercizio commerciale (ricompreso nell’ambito di un complesso residenziale in cui svolgevano attività di vigilanza), erano intervenute per sedare un litigio, trasformatosi in rissa, che, all’arrivo delle guardie, era già terminata con la fuga dei litiganti, ad eccezione dell’imputato che aveva proferito minacce nei loro confronti e tentato di colpirle con un coltello. I Supremi giudici hanno ritenuto che, le circostanze di fatto, avrebbero dovuto portare a escludere la qualificazione dell’intervento delle due guardie giurate come condotta rientrante nei compiti d’istituto loro affidati. Infatti, le guardie, nel caso concreto, non hanno posto in essere alcun atto che possa essere ricompreso nell’attività di vigilanza e di custodia di entità patrimoniali, dal momento che l’esercizio commerciale davanti al quale vi era stata una rissa non era affatto minacciato dall’azione dell’imputato, azione che si è rivolta esclusivamente nei loro confronti. Ne consegue che non potendo derivare la qualità di incaricato di pubblico servizio dall’esplicazione dell’intervento posto in essere dalle guardie giurate, perché estraneo ai compiti di istituto, non è configurabile il reato di minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 c.p.). Infine, gli Ermellini hanno precisato che le guardie giurate possono essere destinate, previa autorizzazione prefettizia, soltanto alla vigilanza e alla custodia di entità patrimoniali, rivestendo la qualifica di incaricato di pubblico servizio allorché svolgano attività complementare a quella istituzionalmente loro affidata.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it

http://www.lastampa.it/2013/11/13/italia/i-tuoi-diritti/responsabilita-e-sicurezza/il-commerciante-chiama-le-guardie-giurate-a-sedare-una-rissa-non-sono-pubblici-ufficiali-BVaNVr8eK2gfNp9oMwknKI/pagina.html

****************************************************************************************************************************

Pirateria: ok a guardie giurate su navi mercantili

Annuncio di Confitarma dopo firma del Capo della polizia

27 ottobre, 20:39

Pirateria: ok a guardie giurate su navi mercantili Pirateria: ok a guardie giurate su navi mercantili

(ANSA) – GENOVA, 24 OTT – Per combattere la pirateria, sulle navi mercantili che transitano in acque internazionali sarà possibile avere a bordo guardie giurate. Lo rende noto Confitarma.

”Nonostante lo straordinario impegno della Marina militare che dal novembre 2011 ha assicurato la protezione di circa 245 viaggi nell’Oceano Indiano grazie all’imbarco dei Nuclei Militari di Protezione, restavano ancora scoperte alcune rilevanti rotte nell’area a rischio pirateria. Da qui la necessità di consentire alle società armatrici la facoltà di richiedere i servizi di protezione attiva da parte di istituti di vigilanza privati”, afferma Confitarma. Per l’attuazione serviva l’emanazione di una Circolare esplicativa da parte del ministero dell’Interno che ne disciplinasse le procedure, atto arrivato nei giorni scorsi.

http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/shippingecantieri/2013/10/24/Pirateria-ok-guardie-giurate-navi-mercantili_9514695.html

****************************************************************************************************************************

Allarme delle guardie giurate «Mantova di notte fa paura»

I vigilanti raccontano il lato notturno della città e avvertono: «Furti in aumento, in giro c’è un movimento sospetto»

di Igor Cipollina

MANTOVA. Alla notte danno del tu. Lavorano con il buio, quando la città dorme e le ombre si allungano. Si definiscono «operai con la pistola» e possono raccontare la faccia nascosta di Mantova. Una Mantova che si scopre sempre più fragile, dove i furti si moltiplicano e le certezze si assottigliano. Alla voce “emergenza sicurezza” manca la testimonianza delle guardie giurate. Eccola.

«Da un annetto a questa parte durante la notte si vedono cose strane. C’è più movimento » conferma Pasquale Maucielo, che lavora per la Coopservice. «Non mi riferisco tanto a ladri sorpresi in flagrante, ma all’aumento dei tentativi di effrazione di ogni tipo. Sia in aziende sia in abitazioni private». Capita che al secondo o al terzo giro di controllo di un capannone o di un negozio, Maucielo e i suoi colleghi inciampino nell’evidenza di cacciaviti, grimaldelli, piedi di porco e piccola utensileria da scasso abbandonata in tutta fretta. Segno che i ladri aspettano il primo passaggio dei vigilanti per entrare in azione indisturbati, confidando che non ci siano controlli successivi. E invece.

La mappa del movimento notturno abbraccia Cittadella, Lunetta, la stazione ferroviaria. Riferisce Maucielo di vistose macchinone con targhe straniere (soprattutto Est Europa) del via via di furgoni e di bivacchi sospetti. Domanda ingenua, ma ineludibile per sbrogliare la matassa dell’emergenza sicurezza: la crisi economica ha forse allargato le maglie del problema? Brutalmente, la fame di soldi per arrivare a finemesespinge la gente a delinquere? «Ci sono tanti disperati, ma c’è anche tanta gente che va in giro a fare queste cose per “mestiere”» risponde Maucielo. Per esempio i tre uomini incappucciati che quest’estate hanno fatto saltare la cassaforte della Coop di Pegognaga. Mestieranti del crimine, con l’attrezzatura giusta, ma parecchio maldestri. Costretti a fuggire a mani vuote per non farsi beccare da carabinieri e guardie giurate (Maucielo c’era).

Domenico Cangiano lavora per Axitea e in vent’anni di servizio ha imparato a conoscere bene la fisionomia di Mantova. La sua faccia pulita e il suo profilo notturno, imperfetto. Profilo sempre più sbavato. Colpa della crisi economica che ha smosso il terreno sotto troppi piedi. Oggi non ci sono appigli. «Quando la gente va a rubare il rame dai cimiteri, vuol dire che siamo davvero alla frutta » commenta Cangiano. Non c’è più nulla da scavare, non ci si arresta nemmeno davanti al riposo dei morti e al dolore dei vivi. «So di molta gente che vorrebbe installare un impianto di allarme, ma non ha i soldi per farlo – riferisce la guardia giurata – Quando manca la sicurezza economica, tutti il resto viene a ruota». E i tagli non aiutano. Turni massacranti, buste paga leggere, la vertigine degli appalti.

«C’è gente disperata ma c’è anche chi ci naviga, il momento è fluido per commettere i furti» concorda Cangiano con il collega. Se il cinismo dei predoni del rame informa che siamo alla frutta, il ritorno dei topi d’autoradio ci ricaccia nel baratro: «Siamo tornati indietro di quindici anni». La gente arranca, fatica a sbarcare il lunario e si chiude in casa. Dal lunedì al giovedì la notte è terra di nessuno. «In giro si vedono sempre meno persone – conferma Cangiano – così i malviventi possono organizzare i loro traffici con più facilità ».

Oltre alle targhe, i macchinoni vistosi hanno anche il contrassegno di assicurazioni straniere. Tagliandi che valgono quanto carta straccia. Il vigilante di Axitea s’interroga spesso sul deragliamento della società attuale, incagliata su un binario morto. «La gente è disperata – ripete – Ci hanno rovinato i mutui finanziati al 100%, se lo ricorda? Era soltanto cinque anni fa. Ecco, quello è stato l’inizio della nostra distruzione». E senza rame, addio pure ai binari verso il futuro. Ci stiamo rubando la speranza.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/11/21/news/allarme-delle-guardie-giurate-mantova-di-notte-fa-paura-1.8153359?fb_action_ids=748293785184757&fb_action_types=og.recommends&fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like&fb_source=other_multiline&action_object_map={%22748293785184757%22%3A633086903404404}&action_type_map={%22748293785184757%22%3A%22og.recommends%22}&action_ref_map={%22748293785184757%22%3A%22s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like%22}

****************************************************************************************************************************

Tenta di rapire neonato davanti alla madre: confermato l’arresto della donna

È stato convalidato l’arresto della ragazza accusata di aver tentato di rapire un neonato alla stazione Ponte Mammolo.

Lunedì scorso, come riportato oggi dal Messaggero, i carabinieri della compagnia di Montesacro avevano arrestato una donna di 25 anni con l’accusa di tentato sequestro di persona. La ragazza, proveniente da un campo rom di Napoli, si era avvicinata a una madre che stava cambiando il proprio bimbo, un neonato di 8 mesi, nella sala d’aspetto della stazione della metropolitana di Ponte Mammolo, e in un momento di distrazione della donna aveva afferrato il bimbo per una gamba, desistendo solo a causa della reazione della madre del piccolo che si è messa ad urlare.

Nel frattempo alcune ragazze che si trovavano all’interno della stazione, sentendo le urla, avevano attirato l’attenzione di una guardia giurata che era intervenuta bloccando la ragazza in attesa dell’arrivo dei carabinieri ai quali la 25enne è stata consegnata. Portata in caserma, è stata giudicata per direttissima con la convalida degli arresti in attesa del processo. La donna, condotta nel carcere di Rebibbia, è accusata di tentato sequestro di persona.

Non ha motivato il suo gesto di fronte ai carabinieri. La giovane ha riferito ai militari di vivere stabilmente in un campo rom di Napoli e di essere venuta a Roma da sola. La 25enne ora si trova nel carcere di Regina Coeli in attesa di processo. Ieri si trovava alla fermata metro di Ponte Mammolo quando si è avvicinata ad una donna di 36 anni, intenta a cambiare il pannolino al figlio di otto mesi, e ha cercato di strattonare il piccolo tirandolo per una gamba. Dopo le urla della donna alcune guardie giurate e il personale Atac hanno subito seguito la ragazza, che è stata poi bloccata dai carabinieri.

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/ponte_mammolo_neonato_mamma_rapimento_arresto/notizie/357127.shtml

****************************************************************************************************************************

Vigilanza Privata in sofferenza: nel 2012 i margini hanno perso 17 punti

Pubblicato 21 novembre 2013 | Da Ilaria Garaffoni

ROMA – Che fossimo messi male già lo sapevamo, ma forse non immaginavano quanto fossimo messi male. Nell’ultimo triennio nel comparto della vigilanza privata sono calati margini e redditività: (anche perchè i clienti esigono sconti ai limiti della sopravvivenza aziendale e allungano sempre di più i tempi del pagamento) e ovviamente è cresciuto il ricorso alla cassa integrazione. Il picco negativo si è registrato nel 2012, con le peggiori performance del triennio.
Questa è la fotografia della vigilanza privata che emerge da una ricerca presentata ieri durante l’Assemblea annuale dell’ASSIV.
L’analisi del conto economico aggregato di settore, dopo un lieve miglioramento tra 2010 e 2011, mostra infatti un netto peggioramento nel 2012 sia per i margini operativi (Ebitda), scesi del -17,5%, sia in termini di redditività, con l’utile netto aggregato sceso del -133,7% rispetto al 2011. Dai dati emerge poi una maggiore difficoltà finanziaria delle aziende del comparto, evidenziata da un aumento del peso dei crediti commerciali, che nel 2012 hanno inciso per il 44% sull’attivo patrimoniale e sono cresciuti del 23% sul 2011, a fronte di un andamento quasi stabile del valore della produzione. In calo risultano anche le tariffe orarie applicate ai clienti in fase di rinnovo di contratto. Nel 2011 gli sconti concessi ai clienti sono stati in media del -6,81% rispetto al precedente contratto, con una punta del -37,5% rilevata nel campione esaminato. I tutti i casi allo studio, inoltre, le nuove tariffe applicate risultano inferiori al costo medio del personale previsto dal contratto nazionale di lavoro vigente nel 2011.
Un aspetto drammatico e da analizzare attentamente.
L’andamento negativo dei conti delle aziende si è ovviamente riflesso sul gettito fiscale a favore dello Stato, che nel 2011 si è contratto del 47% e non è stato sufficiente nemmeno per coprire il costo del ricorso alla CIG nello stesso anno.
A proposito di ammortizzatori sociali, la ricerca evidenzia anche un incremento del ricorso alla CIG straordinaria e in deroga ad un tasso costante del 32,41% nel triennio 2010-2012, per un totale di 4,7 milioni di ore, concentrate per il 64% nell’Italia meridionale. Il ricorso maggiore agli ammortizzatori sociali è stato registrato nel 2012, con oltre 2,2 milioni di ore di cassa integrazione.

http://www.vigilanzaprivataonline.com/vigilanza-economica/vigilanza-privata-in-sofferenza-nel-2012-i-margini-hanno-perso-17-punti.html

****************************************************************************************************************************

Nessuna garanzia sul Futuro!!!

di Mauro Carfagna

Circa 1800 Dipendenti Appesi ad un filo, usati come marionette , legati alle strategie dell’Azienda , quest’ultima vittima e carnefice di una ormai conclamata situazione economica disastrosa, presa per la gola dagli enti Statali che la sfruttano fino al fallimento, ma brava comunque ad approfittare della situazione, a discapito del lavoratore ormai esasperato dai reiterati ritardi nell’accredito dello stipendio, dalla mancata corresponsione della 14sima, e dall’incertezza continua del domani, in sostanza inducendolo con sottili strategie a dare le dimissioni, e procedere ad una diminuzione quasi naturale dei dipendenti ma in realtà indotta, palesando una crisi aziendale per mancata solvibilità di danaro.

La Società Italpol Vigilanza Roma non è la prima e non sarà l’ultima società che vanta di volta in volta un credito nei confronti di vari enti Statali, prima i disagi erano dovuti al debito di circa 50 ml che l’asl aveva accumulato , ovviamente oltre al danno non poteva mancare la beffa con un esborso di circa 12 ml di € per il pagamento anticipato dell’ iva , adesso i venti soffiano in direzione Atac/Metro, con un debito da parte della stessa di circa 16 ml, conseguenze purtroppo non piacevoli per i dipendenti che si vedono mancare gli accrediti salariali, continui ritardi , etc.. Ovviamente in attesa che le eventuali parti si accordino sui loro contenziosi non ci sono Banche/Istituti di Credito che possano con le dovute garanzie anticipare la liquidità necessaria senza tassi usurai!!!!!

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/atac_e_il_buco_nero_dei_debiti_sciopero_delle_guardie_giurate_l398_trenta_milioni_di_euro_di_arretrati/notizie/311448.shtml

****************************************************************************************************************************

Tragica fine di una guardia giurata di 37 anni a Trieste

TAVAGNACCO. Ha fermato l’auto nella piazzola vicino alla galleria naturale, sulla costiera triestina. Ha puntato la pistola al capo e ha sparato. La vittima è una guardia giurata di 37 anni in…

TAVAGNACCO. Ha fermato l’auto nella piazzola vicino alla galleria naturale, sulla costiera triestina. Ha puntato la pistola al capo e ha sparato. La vittima è una guardia giurata di 37 anni in servizio a Pasian di Prato. Da meno di un anno abitava a Colugna con la moglie e una figlia di 5 anni.

Il tragico estremo gesto è avvenuto ieri mattina poco dopo le 8 in un luogo dove molti si fermano ad ammirare il paesaggio. L’uomo un’ora prima aveva terminato il suo turno all’ufficio cambi nella sede della Mondialpol di Pasian di Prato. Ai colleghi ha detto che doveva andare a Trieste per chiudere un conto corrente in banca. All’origine del suicidio, si è saputo, una situazione familiare particolarmente difficile.

A dare l’allarme è stato un automobilista di passaggio. Rallentando ha visto, seduto al posto di guida di una Opel di colore bianco, un uomo con il capo riverso. In mano la pistola, una Glock calibro 40. Dopo pochi minuti sono arrivate auto medica e ambulanza del 118. L’uomo dava ancora segni di vita. I sanitari hanno fatto l’impossibile. Per oltre mezz’ora hanno rianimato l’uomo e il suo cuore s’è ripreso.

Poi l’ambulanza l’ha trasportato a Cattinara. Ma dopo poco il cuore del 37enne ha cessato di battere. «Sono rimasto di sasso. Non ci ho creduto quando mi hanno detto quello che era successo», ha commentato con la voce rotta dal pianto un collega di lavoro della guardia giurata.

Ha spiegato: «So che aveva problemi familiari, ma mai avrei pensato che decidesse di farla finita». Sul posto i carabinieri della compagnia di Aurisina. Hanno ispezionato l’auto della guardia giurata e sequestrato la pistola d’ordinanza. Nell’auto non è stato trovato nessun messaggio o biglietto. (c.b.)

14 novembre 2013
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/11/14/news/tragica-fine-di-una-guardia-giurata-di-37-anni-a-trieste-1.8117297

****************************************************************************************************************************

Uccise guardia giurata, arrestato a Fiumicino

Manuel Brunetti uccise nel 2009 Umberto Concilio davanti alla filiale del Banco di Napoli di via Tribunali. Condannato a 16 anni, era latitante all’estero

  • E’ stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino dalla polizia, sorpreso e bloccato dagli agenti mentre percorreva il finger che lo aveva riportato in Italia dalla Spagna, il 22enne napoletano Manuel Brunetti, killer di Umberto Concilio, la guardia giurata freddata a Napoli nel 2009.

Secondo gli investigatori, durante la sua latitanza il giovane aveva accresciuto la sua caratura criminale assumendo un potere sempre maggiore all’interno del clan rivale ai Mazzarella, storico egemone del centro di Napoli.
Manuel Brunetti è stato arrestato giovedì mattina al termine di un’articolata indagine, coordinata dalla Dda di Napoli, condotta dagli agenti della Squadra mobile di Napoli, del servizio centrale operativo di Fiumicino.
Pluripregiudicato, Brunetti è stato condannato in secondo grado a 16 anni per omicidio, detenzione e porto abusivo di armi. Su di lui grava un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica di Napoli e anche un provvedimento di mandato d’arresto in campo internazionale.
La notte del 17 gennaio 2009, poco prima di mezzanotte, Manuel Brunetti, allora 17enne, pistola in pugno, insieme ad un complice in sella a uno scooter, sparò contro due guardie giurate che stavano facendo il giro di ispezione negli istituti bancari del centro di Napoli. L’intenzione era di appropriarsi delle pistole dei due vigilantes.
Umberto Concilio cadde a terra, colpito da tre colpi di pistola, di cui uno mortale alla testa, davanti alla filiale del Banco di Napoli in via dei Tribunali,

poche ore prima della festa per il suo 28esimo compleanno.

L’omicidio venne ripreso in diretta: le immagini delle telecamere di sorveglianza inquadrano l’arrivo dello scooter, il ragazzino che protende la mano e spara, il vigilante che cade a terra, in mezzo al traffico delle auto, all’angolo della via. Il video shock è ancora su Internet.
Le indagini della polizia identificarono il killer come Manuel Brunetti, 17 anni. Arrestato e portato nel carcere minorile di Airola era evaso con due complici dopo aver simulato una rivolta e aver aggredito le guardie penitenziarie.
Arrestato dopo l’evasione, era poi stato scarcerato perché assolto in primo grado dalla Corte d’Assise del Tribunale per i minori, nonostante la Procura avesse chiesto trent’anni di carcere. Gli agenti avevano fornito anche il video registrato dalle telecamere di sorveglianza che avevano filmato alcuni momenti dell’agguato mortale. Il 12 aprile 2012, il secondo grado di giudizio in appello, si conclude invece con una condanna a 16 anni di reclusione. Ma nel frattempo il giovane aveva fatto perdere le sue tracce.
Gli investigatori non hanno smesso di cercarlo, durante la sua latitanza aveva anche accresciuto il suo potere e la sua caratura criminale. Attualmente – spiega la Questura di Napoli – è ritenuto personaggio emergente di un gruppo criminale operante nel comprensorio Forcella-Maddalena, sostenitore di un ambizioso progetto finalizzato al controllo delle attività illecite.
Le informazioni raccolte dal servizio centrale operativo hanno però rintracciato i suoi spostamenti. Gli agenti sapevano che con falsi documenti sarebbe arrivato a Fiumicino da Barcellona. Sapevano su quale aereo. Lo hanno aspettato, bloccandolo, mentre era ancora il tunnel che collega il gate all’aereo, e arrestato.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/08/29/news/uccise_guardia_giurata_arrestato_a_fiumicino-65500396/

****************************************************************************************************************************

Atac e il buco nero dei debiti – Sciopero delle guardie giurate l’8: «Trenta milioni di euro di arretrati»

Stipendi non pagati. Sicurezza a rischio il prossimo giovedì: tra i loro compiti l’apertura e la chiusura delle stazione

ROMA – Chissà se l’8 agosto le stazioni della metropolitana di Roma saranno aperte. Chissà se ci sarà qualcuno a vigilare sulle truppe di scippatori che ogni giorno viaggiano sui vagoni insieme ai pendolari stanchi. Chissà se arriverà il giorno in cui chi offre un servizio a un’azienda viene pagato con regolarità. Ammonta a «30 milioni di euro il debito di Atac» verso le tre società che forniscono il servizio di vigilanza nelle stazioni della metro.

Un debito che ha iniziato ad accumularsi dallo scorso anno e che oggi miete vittime. Aziende come Italpol che rischiano il fallimento, lavoratori che a luglio non hanno ricevuto la quattordicesima e il rischio di perdere il posto di lavoro.

L’8 agosto le guardie giurate che prestano servizio presso l’Atac (sono circa 400) protesteranno in piazza Santi Apostoli e proclamano lo sciopero. Travolta dal buco nero dell’Atac, l’Associazione temporanea di imprese (Italpol, Città di Roma, Security service) che da anni è impegnata nei servizi di controllo nelle viscere della metro. Tra i compiti svolti dalle guardie giurate non solo quello di assicurare la sicurezza, ma anche l’apertura e la chiusura delle stazioni metro.

“La situazione è drammatica – afferma il delegato sindacale Marco Aru, R.s.a. Italpol Roma Filcams Cgil – c’è il blocco della quattordicesima a luglio, ma il rischio più grande è che la situazione non si sblocchi e che l’Atac continui a non pagare. L’Italpol sta facendo fronte alla situazione da tempo attingendo al patrimonio aziendale: è una situazione che potrebbe degenerare portando al taglio di personale”. I sindacati quindi hanno indetto lo sciopero per l’8 agosto. “Prevediamo una massiccia adesione alla protesta che coinvolge le tre aziende che forniscono le guardie giurate all’Atac” aggiunge Aru.

Una situazione definita “drammatica” da Giulio Gravina, Direttore Generale dell’Italpol, l’azienda capofila dell’Associazione temporanea d’imprese (Ati) che fornisce la sicurezza nelle stazioni della metropolitana. “Ammonta a trenta milioni la somma complessiva che l’Atac deve – spiega Gravina – così si rischia il fallimento. Noi come Intalpol siamo stati costretti a non erogare la quattordicesima al nostro personale, se l’Atac continua a non pagarci c’è il rischio di mandare a casa duecento persone. Come Ati perdiamo più di due milioni al mese”. Le tre aziende complessivamente a Roma danno lavoro a 3mila persone.

Scarna la risposta dell’Atac: “L’azienda ha in programma di incontrare la settimana prossima i fornitori che svolgono servizi essenziali all’esercizio, per trovare una soluzione ai problemi segnalati”.

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca

/atac_e_il_buco_nero_dei_debiti_sciopero_delle_guardie_giurate_l398_trenta_milioni_di_euro_di_arretrati/notizie/311448.shtml

****************************************************************************************************************************

Guardie giurate: gli invisibili, cronacadi una ronda notturna tra i vari pericoli

Pubblicato in Cronaca | redazione@termolionline.it 20 maggio, 2013

TERMOLI. Cala la sera. I vigilantes in divisa si muniscono di giubbotto antiproiettile e di pistola. Si sguinzagliano per la città. Cominciano le ronde per pattugliare il territorio che termineranno solo al mattino seguente. Siamo stati con una guardia giurata, Antonio C., durante una notte di lavoro, per raccontarvi cosa vuol dire fare questo mestiere a stretto contatto con il pericolo, la delinquenza, il rischio continuo di rimetterci la pelle.

Antonio sale a bordo dell’auto preposta e munita di tutte le apparecchiature necessarie per la comunicazione via radio.

“Qui Alfa 2. Centrale mi ricevi?…”. I vigilantes hanno dei nomi in codice per evitare che vengano intercettati dai malintenzionati. Si mettono in contatto con la centrale operativa e con i colleghi dislocati in altre zone della città per testare il sistema radio e verificare che la comunicazione scorra chiara e senza interferenze. Comincia la ronda.
Il lavoro inizia quando quello di tutti gli altri termina, quando la città si spegne e diventa deserta.
Il vigilante scruta ogni angolo delle strade, attentamente. Mano a mano raggiunge i fabbricati, le abitazioni private, le banche, le masserie, gli immensi campi di fotovoltaico.
Il mazzo di chiavi è un ventaglio caotico, colorato e pesante. Sono tante le strutture da sorvegliare. Per motivi di privacy non siamo entrati con la ‘nostra’ guardia nelle aziende pubbliche e private di sua competenza.

Il lavoro sporco, insomma, è toccato solo a lui. Ma vi assicuriamo che restare soli e al buio mentre Antonio ispezionava cautamente i vari stabili (mettendoci il lungo e dovuto tempo), non è stato così semplice. Nel silenzio della notte, ogni scricchiolio è sinonimo di presunto pericolo. A volte è solo un gatto, o qualche animale selvatico che si introduce nelle strutture e scappa nell’oscurità. Molte altre, invece, si tratta di veri e propri malintenzionati disposti a tutto pur di tornare a casa con un bel bottino. Fortunatamente, durante la ronda in cui siamo stati con Antonio, non è capitato nulla di grave (a parte l’aver assaporato attimi di terrore davanti alle immense, silenziose e inquietanti distese di fotovoltaico disperse nelle campagne del Basso Molise!).
Antonio, come i suoi colleghi vigilantes di ronda la notte, è solo.

Come da solo?, gli abbiamo chiesto.

“Beh, sì, da solo. Purtroppo, a differenza delle forze dell’ ordine, noi giriamo soli. In quanto è la Prefettura che stabilisce il numero di guardie giurate per auto in base al tasso di criminalità di una determinata zona”, ha raccontato Antonio.

Questo vuol dire che puoi sentirti tranquillo e che non c’è tutta questa delinquenza da temere?

“Assolutamente no. Da un lato, è vero, in questa regione l’operato delle forze dell’ordine è molto efficiente e  non abbiamo a che fare con particolari esponenti della malavita organizzata, quanto piuttosto con gente disperata, con bande di delinquenti, ma comunque pronti a tutto e dalla reazione imprevedibile”.

Uno dei rischi maggiori per gli “angeli della notte” è, infatti, non solo la possibilità di ritrovarsi improvvisamente di fronte ai malviventi ma la reazione di questi ultimi al loro arrivo. 

Altre situazioni pericolose?

“I controlli degli impianti fotovoltaici per furto di cavi di rame. Il nostro primo compito da guardie giurate è innanzitutto prevenire il reato. Si arriva con la macchina e si comincia il giro a piedi attraverso le centinaia di pannelli, chilometri di pannelli dislocati in immensi terreni del basso Molise. In questi casi, i ladri vedono noi, ma non viceversa. Loro sono nascosti tra i cespugli. Agiscono in gruppi composti dalle 6 alle 15 persone, solitamente di nazionalità straniera. Raggiungono i pozzetti dai quali tagliano ed estraggono metri e metri di cavi di rame per rivenderli nel mercato nero. Non poche volte ci è capitato di rivedere i filmati delle telecamere di sorveglianza  e scoprire che mentre effettuavamo il controllo da soli, loro erano nascosti nei cespugli, immobili, a diversi metri da noi”. Si rischia grosso, insomma.

In questi casi, non è così semplice scoprire i malviventi: i campi sono immensi, circondati da arbusti e cespugli; i ladri in gruppo, mentre la guardia è sola. Uno degli ultimi eclatanti furti di pannelli fotovoltaici sventati dai vigilantes risale a poco tempo fa, a Palata, “quando abbiamo bloccato un furgone con i malviventi e recuperato l’ingente refurtiva”.

Antonio ha raccontato anche un altro episodio: “Una delle sere appena trascorse, durante il mio servizio notturno, sono stato informato dalla nostra centrale operativa dello scattato allarme in un’azienda vinicola della zona. Una volta sul posto, mentre procedevo con l’ispezione, dal buio è balzato fuori un giovane incappucciato che correva a gambe elevate. Gli ho intimato di fermarsi. Purtroppo è riuscito a fuggire nelle campagne circostanti, ma fortunatamente senza mettere a segno il reato ”.

Almeno non ha minacciato con le armi né ferito Antonio che spesso è di servizio anche in vari locali della costa adriatica, ove anche in questi casi, arrivata l’ora tarda,  ci si può imbattere con persone poco raccomandabili e in preda all’alcool. Come è accaduto la notte del 2 maggio, conclusa con l’arresto di Aldo Cicinelli (episodio balzato agli onori della cronaca e riportato anche sulle nostre pagine).

Quanti furti ed atti delinquenziali sventati grazie al lavoro dei vigilantes che riescono a contrastare per tempo le azioni illecite dei delinquenti e molte volte ancor prima che arrivino le forze dell’ordine. Queste ultime, infatti, spesso intervengono in un secondo momento… “E noi vigilantes leggiamo sui giornali fatti che abbiamo vissuto in prima linea, senza nemmeno essere  menzionati” – ha commentato Antonio -“ma non voglio, però, essere polemico, poiché so quanto questa cittadina abbia un efficiente servizio d’ordine, avendo testato la collaborazione con loro in varie situazioni. Ritengo solo che il nostro lavoro risulti come invisibile agli occhi della popolazione. Non cerchiamo la gloria ma un minimo di riconoscimento senza aspettare che si parli di noi solo quando moriamo negli assalti ai portavalori o nelle rapine a mano armata”.
E le guardie giurate necessitano di tutele (per non parlare dello stipendio che si aggira su poco più di 1200 euro al mese!).

Che tipo di tutele?

“Spesso ci si ritrova a lavorare – ha proseguito Antonio – con colleghi poco formati e poco capaci”.

I famosi raccomandati? Ma sono proprio dappertutto!

“Con la differenza che in questo settore – ha spiegato Antonio – avere dei colleghi raccomandati e poco motivati rappresenta un rischio per la nostra incolumità. Devo premettere di avere la fortuna di lavorare in un istituto munito di tutte le tecniche avanzate relative al servizio che svolgiamo, di una centrale operativa h24 con monitor di sorveglianza con impianti di ultima generazione, gestito da anni, quasi sempre, da una persona che ritengo molto valida. Ma nonostante tutto, questo spesso non basta per sentirci al sicuro. Purtroppo, negli anni, ho visto lavorare al mio fianco persone non idonee al nostro lavoro, gente incapace di ‘reggere’ la notte, o caratterialmente timorose. Ricordo ancora una notte in cui chiesi supporto ad un collega per una questione d’ordine dinanzi ad un locale e lui mi rispose: “Non me la sento di venire…e se mi rompono la testa?”.

Credimi, è l’ultima cosa che avrei voluto ascoltare in una situazione del genere! Se, ad esempio, dobbiamo intervenire per la sicurezza delle banche o dei locali, e veniamo affiancati da persone così, praticamente è come ritrovarsi da soli. Oppure, rischiamo il sovraccarico lavorativo poiché i proprietari delle attività commerciali o di altri luoghi in cui è necessario il nostro lavoro chiedono l’intervento delle guardie di cui si possono fidare, di quelle che fanno il proprio mestiere senza aver paura e che alla fine sono sempre le stesse (e poche)”. Le guardie giurate si occupano anche del controllo dei depositi dei Monopoli di Stato, di accompagnare gli autisti durante il trasporto del materiale in esso contenuti, come i tabacchi che sono spesso bersaglio delle bande di fuorilegge. E, in questi casi, avere accanto dei colleghi poco coraggiosi non fa sentire certo tranquilli.  I vigilantes in Italia lamentano spesso l’assenza di una formazione adeguata (ma non in tutti gli istituti di vigilanza), gli stipendi troppo bassi, la carenza di personale ma sulle raccomandazioni è stato detto poco.

Antonio  vuole quindi ribadire che fare questo lavoro “non vuol dire solo stare in ufficio o di guardia negli ospedali, nei tribunali o in altre strutture al coperto, ma che si tratta di una scelta di vita da portare avanti con coraggio e passione anche sulla strada”. Un coraggio che Antonio ha mostrato soprattutto mettendo a nudo una delle maggiori criticità della sua professione richiamando alla responsabilità personale.

Altrimenti si può rischiare davvero la pelle e di mettere a repentaglio la vita degli altri. “Mi sento di dire un’ultima cosa: la guardia giurata – ha concluso Antonio – non è un mestiere per tutti.  E’ un mestiere che nasce di notte. E la notte non è come il giorno, mette a dura prova il coraggio, è facile sentirsi insicuri, soli e senza nessun aiuto dato che ci si può trovare a chiedere supporto ai colleghi che sono però dall’altra parte della città.  In questi anni ho ascoltato i racconti dei colleghi con esperienza, fatto tesoro dei consigli delle forze dell’ordine con cui ci ritroviamo nei turni a tarda sera; ho visto tante persone chiudere con questo lavoro dopo una notte che mai dimenticheranno. Io continuo…perché credo in quello che faccio e perché lo faccio con passione, malgrado i riconoscimenti andranno spesso a guardie che non lo meritano”.

Tania Tardiola

http://www.termolionline.it/111538/guardie-giurate-gli-invisibili-cronacadi-una-ronda-notturna-tra-i-vari-pericoli/

****************************************************************************************************************************

L’inchiesta sul metrò arriva in Procura

Pubblicato 1 ottobre 2010 | Da Ilaria Garaffoni

ROMA – C’è un fascicolo che scotta e non poco alla procura della Repubblica di Roma. Porta il numero 3904 dell’anno 2010 ed è affidato a uno dei pubblici ministeri più abituati ad inchieste rilevanti: Francesco Minisci, il magistrato che ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Il fascicolo è stato aperto dopo la presentazione di un esposto da parte di Adalberto Bertucci, amministratore delegato dell’Atac, l’azienda dei trasporti di Roma. In sé si tratta di una vicenda di mala gestione quotidiana: l’azienda ha affidato da poco il servizio di vigilanza nelle stazioni della metropolitana a un’associazione temporanea di imprese capeggiata da Italpol e di cui fanno parte anche Nuova città di Roma, Sicurglobal e Security service.

Grazie ad una clamorosa gaffe da parte di uno dei dirigenti dell’Ati, l’azienda di trasporti pubblica ha scoperto da una parte che il servizio non era assicurato secondo i termini stabiliti dall’appalto, e che i vincitori raccontavano dei manager pubblici cose – ritenute di pura fantasia – da cui si sarebbero dovuti difendere in procura. Sono episodi spiacevoli, e non è certo per questo che scotta quel fascicolo. A creare imbarazzo è infatti proprio la natura dell’associazione temporanea di imprese. Quell’Italpol che la capeggia è guidata dalla famiglia Gravina, e il titolare, Domenico, è da anni legato da grande amicizia con Gianfranco Fini. Tanto che nel palazzo l’Italpol viene addirittura soprannominata l’azienda di Fini. Un modo di dire, naturalmente, perché il presidente della Camera non ne è azionista, ma sta a significare lo stretto rapporto esistente. il gruppo Gravina, fra i leader della vigilanza privata in Italia anche con altri marchi noti, è a dire il vero un sostenitore da anni della destra italiana. Vicinissimo al Movimento sociale, già nella prima Repubblica, quando ha potuto ha aiutato con servizi gratuiti o finanziariamente il partito del cuore.

E’ accaduto con Alleanza Nazionale, e lo stretto rapporto con il suo leader è ben noto a chiunque sia stato dirigente in via della Scrofa. Anche per questo che sia finito nel mirino della procura di Roma quell’appalto crea più di una chiacchiera e di un imbarazzo nella capitale. Il raggruppamento di imprese guidato da Italpol ha infatti conquistato lì la più ricca commessa che il settore della vigilanza privata possa offrire in Italia: oltre 100 milioni di euro in un quadriennio. L’offerta che ha conquistato la commissione di assegnazione era perfino superiore alla base d’asta complessiva, e quella vinta da Italpol è stata una delle rarissime gare in Italia conquistate con offerte non al massimo ribasso. Almeno quattro milioni più alta di quanto si pensasse in un primo momento.

Il costo orario del servizio era superiore all’appalto precedente, e quindi deve essere contata assai la qualità dell’offerta. Valutazione difficile, tanto che la scelta del vincitore che doveva avvenire nella primavera del 2009 si è rivelata assai più laboriosa delle previsioni, slittando alla prima parte di quest’anno. Proprio per questo i manager Atac si sono infuriati quando hanno compreso che proprio la qualità del servizio alla prima verifica presentava buchi larghi come nessuno avrebbe mai immaginato. La scoperta è avvenuta in modo assai semplice. Un giorno della scorsa primavera, a poche settimane dall’inizio ufficiale del nuovo servizio di vigilanza, un dirigente del raggruppamento di imprese vincitrici, ha chiesto un colloquio al dirigente della sicurezza di Atac. Durante l’incontro ottenuto il dirigente privato ha spiegato di avere un problema con un maresciallo proprio dipendente che dirigeva il servizio di vigilanza in alcune stazioni della metropolitana. Ha spiegato che avrebbe voluto allontanarlo dal servizio, ma di non poterlo fare perché era un sindacalista e avrebbe avuto grandi guai con gli altri dipendenti e con la legge. Se la richiesta, motivata in qualsiasi modo, fosse venuta da Atac, cioè dall’azienda per cui si stava svolgendo il servizio, la rimozione sarebbe stata più che motivata e il maresciallo sarebbe finito ad altri impegni. Il dirigente Atac ha ascoltato un po’ stupito e ha preso tempo per dare una risposta.

Qualche giorno dopo è riuscito a contattare il maresciallo in questione e ha compreso perché fosse tanto inviso ai vincitori. Nei suoi rapporti di servizio il bravo maresciallo segnalava che dove erano assicurati dieci vigilantes in realtà erano presenti cinque. Richiesto di omettere questo particolare, lui si era rifiutato più volte, finendo così nel mirino dei vincitori. Visto che ormai aveva confidato la sua pena, il maresciallo ha raccontato altro anche sulla organizzazione dell’Ati, sulle indiscrezioni raccolte all’interno dell’azienda a proposito della modalità con cui era stato ottenuto e gestito quel maxi-appalto, sui costi extra sostenuti nell’occasione e sulla necessità di risparmiare per recuperarli. Tutto ora è finito in quel fascicolo della procura di Roma. Dove con passo felpato ci si sta muovendo sull’inchiesta che scotta.

Fonte: Libero Roma del 23 settembre 2010

****************************************************************************************************************************

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Hit Counter provided by technology reviews