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Ott 28

AssoTutela: “Liste di attesa, il solito annuncio a effetto”

recupLA REGIONE ANCORA NON INSERISCE STRUTTURE PUBBLICHE NELLE AGENDE RECUP
“Un altro annuncio a effetto, che non intacca la sostanza: nel Lazio le liste di attesa nelle strutture pubbliche continuano ad essere insostenibili e la Regione non affronta il problema con azioni mirate”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela, Michel Emi Maritato, riferendosi all’applicazione della legge 124 del 1998, fino a oggi ignorata dal servizio sanitario regionale. “Secondo le disposizioni regionali, in linea con la normativa – spiega Maritato – gli utenti che non ottengano appuntamenti entro i giorni stabiliti per legge, possono rivolgersi alle strutture private ottenendo il rimborso delle spese sostenute. Grande novità? Rivoluzione nell’assistenza?”, si chiede il presidente. “Neanche per idea – continua – tali misure potrebbero ricevere apprezzamento qualora fossero state inserite nel sistema Recup le agende di tutte le strutture pubbliche, cosa che a tutt’oggi non avviene. Gli addetti agli sportelli dell’80 33 33 infatti, dispongono soltanto del 51% di tutte le prestazioni effettuate nelle strutture pubbliche, contro un 49% che non si sa bene da chi e come sia gestito. Sembrano le percentuali di una società mista pubblico/privato, con finta prevalenza di pubblico…in questo caso” ironizza Maritato. “Con queste disposizioni piuttosto, si rischia di sforare la spesa, se non si fissano criteri e paletti. Soprattutto ci si chiede: a chi giova, l’applicazione rigorosa di una norma fino a oggi ignorata, senza minimamente incidere sui potentati pubblici che ancora gestiscono personalmente le liste di attesa?”.

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