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Giu 24

PATTO PER LA SALUTE: ASSOTUTELA, MINISTERO SI IMPEGNI A RISPETTARE IL DECALOGO DELL’ASSISTENZA

I dati di Assotutela parlano chiaro - i piccoli ospedali offrono ai cittadini un miglior servizio sanitario.“Abbiamo stilato una sorta di decalogo dell’assistenza per chiedere espressamente al ministero della Salute che possa essere oggetto di confronto anche con le associazioni e organizzazioni di cittadini e pazienti affinché si rieca all’interno del documento del Patto sulla salute tenere conto di priorità imprescindibili. Diversamente il Patto sarà l’ennesimo atto calato dall’alto senza relazione alcuna con la realtà del Paese”.
Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato.

“In primis invitiamo il ministro Lorenzin a ridurre l’entità del ticket soprattutto in quelle regioni sottoposte a piano di rientro e destinare 1 miliardo di euro a copertura dei superticket. Secondo. Quanto all’Isee ci aspettiamo che sia rimodulato considerando lo stato sociale pieno sganciato da qualsivoglia vincolo reddituale indiretto come potrebbe essere il possesso di un’abitazione e l’indennità di accompagnamento. Terzo – continua Maritato -. Garantire risposte assistenziale eque ed appropriate al fabbisogno reale della cittadinanza che peraltro sta invecchiando in modo da mantenere gli standard su efficientamento e riorganizzazione dell’offerta territoriale oltre che in termini amministrativi sia di semplificazione che di appropriatezza. Quarto. Rimodulazione dei piani di rientro dal deficit in modo che garantiscano la riqualificazione dei servizi e dell’offerta sanitaria. Quinto. Necessità di rivalutare le performance regionali in termini di territorio con adeguati indicatori economici capaci  di registrare le effettive dinamiche tra cittadini, servizi richiesti e servizi erogati secondo una dinamica valutazione dei livelli essenziali di assistenza. Sesto. Riorganizzazione degli standard assistenziali in termini di rete territoriale e di rete ospedaliera. Settimo. Incremento del fondo sanitario destinato alla prevenzione con la stesura di screening valutativi e demografici. Ottavo. Tavolo di confronto con Mef e ministero della Salute che comprenda anche le associazioni di cittadini e malati come mezzo di confronto e analisi delle problematiche reali. Nono. Controllo dei Lea su tutto il territorio nazionale affinché siano omologhi in ogni regione e distretto. Decimo. Stesura di un apposito documento per la valutazione delle patologie croniche e patologie rare standard per l’intera penisola. Applicabile in ogni regione e ogni distretto sanitario”.

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