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Giu 26

Aborto: il centrosinistra regionale in preda a una crisi di nervi

Zingaretti - piano di rientro dal deficitNUOVE DISPOSIZIONI DI ZINGARETTI SUI CERTIFICATI MEDICI NEI CONSULTORI CREANO DISSAPORI
“Il linguaggio è burocratico e vagamente criptico: In merito all’esercizio dell’obiezione di coscienza fra i medici ginecologi, che dati recenti pongono a 69,3% in Italia […], si ribadisce come questa riguardi l’attività degli operatori impegnati esclusivamente nel trattamento dell’interruzione volontaria di gravidanza, di seguito denominata IVG. AI riguardo, si sottolinea che il personale operante nel Consultorio Familiare non è coinvolto direttamente nella effettuazione di tale pratica, bensì solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta inoltrata dalla donna di effettuare IVG. In termini pratici, quanto riportato nel decreto del commissario, si tradurrebbe secondo autorevoli esponenti regionali del Pd nell’obbligo di fornire certificati alle donne che richiedono l’interruzione di gravidanza, in base alla legge 194”.  Lo spiega il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “L’assurdo però riguarda le differenti interpretazioni, citiamo per tutte quelle di Marta Bonafoni della Lista ‘Per il Lazio’ e della consulente ‘ai diritti e le pari opportunità’ di Zingaretti Cecilia Gentile, ex assessore provinciale. Le esponenti di staff e del Consiglio regionale, sostengono invece come dalla norma non derivi l’obbligo di fornire tale certificazione. Il tutto – continua Maritato – creando ambiguità e svilendo l’opera di Zingaretti che certo, non può fidarsi della sua maggioranza tantomeno dei suoi consulenti, pagati profumatamente con i soldi dei cittadini”.

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