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Nov 14

ASSOTUTELA: FURIBONDA LITE IN SALA PARTO AL POLICLINICO DI MESSINA

sanità“Cesareo sì, cesareo no. Sarà stato questo il motivo per cui due medici del Policlinico di Messina hanno fatto a pugni in sala parto? Tutto ciò è vergognoso” lo dichiara in una nota il Presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato.

“Il fatto verificatosi nell’agosto del 2010, sembra giustificare questa ipotesi anche se la Magistratura non sembra essere andata a fondo, limitandosi a raccogliere la denuncia del padre del bimbo nato, aprendo due fascicoli: il primo relativo ai danni che avrebbe subito il nascituro a causa della lite che ha ritardato notevolmente il lieto evento; il secondo per una nuova tipologia di evento sentinella nella casistica dei reati, quello che riguarda la violenza tra operatori”. “Il bimbo – prosegue il Presidente Maritato – è nato con un parto cesareo, ma il ritardo con cui è stato effettuato l’intervento avrebbe fatto sì che, secondo i genitori e la perizia di parte, subisse alcuni danni. Irreversibili? Sarà stabilito.”

“Purtroppo tale vicenda non è nuova, poichè verificatasi nell’Agosto del 2010 – continua il Presidente Maritato – Solo adesso, però, con il rinvio a giudizio di tre operatori sanitari, due medici e un’ostetrica, è venuta alla luce. Il sospetto è che il parto cesareo sia stato effettuato con l’intento di non far soffrire la paziente ma è appurato che a Roma, comunque, un parto cesareo, al medico operatore viene retribuito con 4mila euro. La domanda che sorge spontanea è: Quanto è retribuito a Messina?”

“Secondo la denuncia del padre del piccolo, mentre la moglie era in sala parto in attesa di dare alla luce il proprio bimbo,fra i due medici operatori, un ostetrico e un assegnista, scoppiò una furibonda lite anche se i veri motivi sono ancora tutti da chiarire, nonostante sia presumibile che essa possa esseresi scatenata proprio sull’applicazione del cesareo, indispensabile secondo uno dei due medici, inutile per l’altro.” “La lite – incalza il Presidente Maritato – secondo il padre del piccolo e la perizia di parte, avrebbe procurato alcuni danni al neonato. Ed è sulla quantità del danno procurato e sull’entità della cifra da risarcire ai genitori che i tre sono stati rinviati a giudizio, in attesa dell’accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio, sempre per i tre, per violenza tra operatori sanitari durante l’esercizio delle loro funzioni mediche”.

“Non è la prima volta che il Policlinico di Messina balza agli onori delle cronache per episodi di malasanità e per cattiva gestione del servizio pubblico a discapito dell’utenza. Per esempio l’altro ieri in occasione del blocco del sistema computerizzato,determinato da una decisione tutta da criticare da parte di un superburocrate, tanti pazienti del Policlinico non hanno potuto effettuare esami e interventi di vario genere anche perché, le decisioni di altri superburocrati la cui efficienza e capacità sarebbe da misurare col metro all’incontrario, hanno impedito, poi, il normale andazzo delle cose. Si è verificato, ad esempio, che in tanti si sono dovute portare a casa le provette con le biopsie prelevate perché gli addetti al servizio di ricezione dell’istituto di patologia anatomica, dove si effettuano gli esami istologici, ‘per disposizioni ricevute’, non hanno accettate le biopsie perché ‘non era stato pagato il ticket’. Cosa impossibile – conlude il Presidente di Assotutela Maritato – visto il blocco del sistema computerizzato. Logica avrebbe voluto che venissero accettate e i risultati consegnati successivamente, contestualmente all’esibizione del ticket pagato. Ma il Policlinico di Messina, per certe decisioni, è stato esentato dal possesso…. dell’intelligenza”.

“Siamo stanchi quali cittadini di assistere a continue scene di malasanità – sostiene il Segretario organizzativo dei Popolari Maurizio Compagnone – “il caso di Messina non è ne il primo nell’ultimo, di un società malata. Il nostro vuole essere un urlo di disperazione ma nel contempo un segnale di speranza. La speranza di scuotere le coscienze sociali su quanto accade nella sanità italiana”. “E’ il momento di far sentire la nostra voce affinche emerga la decisa volontà e il Diritto di appropriarsi di ciò che la Costituzione ci garantisce – continua il segretario Compagnone – “Dobbiamo esigere, di avere le migliori cure possibili. Diciamo basta ad una Sanità legata ai numeri e non alle esigenze del malato, diciamo basta ai protocolli penalizzanti con i quali si giustificano la mancanza dei Servizi che devono essere ripristinati e aumentati. Rifiutiamo decisamente, la Sanità opinabile legata al passivo di Bilancio di cui non è responsabile l’utente finale. Vogliamo una Sanità efficiente senza sprechi che portano danni agli utenti, chiediamo Policlinici di eccellenza dove il malato abbia rispetto e diritti”.

L’associazione Assotutela ringrazia Gaetano Messina che attraverso i popolari glocalizzati ci ha permesso di venire a conoscenza di questa notizia di “malasanità

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