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Gen 29

Sanità del Lazio KO, adesso tocca al Cpo di Ostia

sanitàLUNGODEGENZA ANCORA CHIUSA, INFERMIERI RIDOTTI ALL’OSSO. IL CENTRO AL COLLASSO

“Sanità del Lazio: dopo la dismissione di importanti ospedali cittadini, il declassamento di aziende di primo piano, la desertificazione dei servizi delle province del Lazio, continua la spoliazione delle strutture specializzate, come il centro paraplegici di Ostia”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che commenta: “Gli operatori sono ridotti all’osso, 3 infermieri la mattina e 2 il pomeriggio, come riportato dagli organi di stampa, per 24 pazienti, senza alcuna figura professionale di ausilio, una situazione inaudita. Il reparto che doveva essere destinato alla lungodegenza è ancora chiuso mentre l’azienda continua ad elargire rimborsi spesa ai privati accreditati. Basta esaminare le determine (documenti che approvano le liquidazioni per i servizi svolti) che vanno dal numero 19 al 33, approvate dalla direzione tra il 15 e il 26 gennaio, per valutare quante migliaia di euro volano dalle casse della sanità pubblica verso altri lidi. Tutto per prestazioni di lungodegenza, appunto, e assistenza specialistica a pazienti che troverebbero benissimo nelle strutture pubbliche adeguate cure e assistenza. Una politica sanitaria che non può non alimentare sospetti. Per quale motivo non si sfrutta ciò che già è a disposizione e si preferisce pagare servizi ad altri? Ben si comprende allora, la motivazione per cui si procede con sospetta velocità allo smantellamento, con pericolo di alienazione, delle strutture pubbliche”.

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