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Mag 10

Ares 118 e le amletiche scelte dell’accesso in ospedale

Analisi dei criteri che guidano gli ambulanzieri nell’ospedale di destinazione dei soccorsi.

 

“Non sarà certo una querela a intimorirci. Siamo dalla parte dei cittadini e lo resteremo sempre e questo ci porta a difendere fino in fondo i diritti della collettività, ogni volta che verso questa si profila una minaccia”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela, in relazione agli ultimi eventi che lo hanno visto in posizione contrapposta nei confronti della direzione del servizio emergenza Ares 118. “Questa volta – continua Maritato – non denunciamo le carenze sulle ambulanze ma ci riferiamo ai criteri con cui vengono scelti gli ospedali di destinazione.Quando nacque il servizio, a partire dall’antico Pic (pronto intervento cittadino) fino agli esordi del ‘118 Lazio soccorso’ negli anni Novanta, per la scelta dell’ospedale di destinazione delle persone assistite in emergenza si ricorreva al concetto della struttura più vicina al luogo dell’evento, a prescindere dalla specializzazione del nosocomio rispetto alla patologia da trattare. L’evoluzione del 118 condusse poi a raffinare i criteri di scelta: si iniziò, con oculato giudizio, a praticare l’accesso alla struttura più idonea alle condizioni degli assistiti a prescindere dalla distanza, dopo aver ‘stabilizzato’ il paziente. Un sospetto inquietante ci assale, in questi tempi di pronti soccorsi sovraffollati e ambulanze bloccate.  Non vorremmo che la scelta dell’ospedale cadesse su quello in cui viene più facilmente riconsegnata la barella in tempi brevi”, chiude Maritato.

UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA

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