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Mag 31

Deficit San Camillo: pagano cittadini e lavoratori 

Drastiche misure per coprire i buchi di bilancio aziendale penalizzano le fasce più fragili.

 “Ancora una volta appare chiaro come gli sperperi e la cattiva gestione aziendale ricadano sulle persone più indifese: cittadini e lavoratori. Al San Camillo si segue la stessa strada indicata dall’Ares 118, togliere buoni pasto che spetterebbero di diritto mentre l’azienda dell’emergenza mette una ‘tassa’ contro l’attesa delle barelle in pronto soccorso. Siamo alla farsa”.  Lo dichiara il presidente di AssoTutela, neo candidato presidente alla Regione Lazio Michel Emi Maritato.“Il copione è già collaudato – spiega il presidente – si tenta di porre rimedio ad anni e anni di sperperi togliendo l’essenziale, ovvero il diritto alla mensa  per i lavoratori e la cosa ancora più odiosa e che tale diritto si toglie a chi svolge il turno di notte, che non viene compensato neanche con il buono pasto, come prevedono le leggi e i contratti di comparto. Prendiamo atto dell’evidenza – incalza Maritato – constatando che è lontana dall’intenzione di questa amministrazione regionale l’unica azione possibile per risanare i bilanci: colpire sprechi e privilegi, consulenze e cattive pratiche di gestione. Tale andazzo va avanti in regione così come, a caduta, le insane abitudini sono prese a modello nelle Asl e aziende ospedaliere. Il taglio dei buoni pasto ai turnanti, applicato all’Ares come al San Camillo, oltre a essere un’ingiustizia si palesa come misura illegittima, contro cui AssoTutela farà sentire sempre di più la propria voce”, chiosa Maritato.

UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA

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