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Set 10

MARITATO :URGE RIFORMA IPPODROMI O 15000 CAVALLI SARANNO A RISCHIO

Lo Stato dopo aver gestito male un settore in attivo tramite l’amministrazione autonoma dei monopoli amms ha deciso di nonsostenere piu’ l’ippica..Non si chiede un contributo per un settore in crisi,come
impropriamente si vuole far credere,ma di un oggettivo risarcimento
danni dalla politica senza senno,alla fine del 2011 si avra’ un
fatturato di circa 80 miliardi di cui 11 all’erario. Lo dichiara in
una nota il presidente Michel Emi Maritato.

Il futuro dell’ippica è tutto una scommessa. La crisi ha investito anche loro, cavalli e fantini, oltre a tutti gli ‘addetti ai lavori’, che, dopo la serrata degli ippodromi grazie alle associazioni di categoria e ad assotutela hanno riaperto i battenti. Mi Rivolgo al ministro delle Politiche Agricole Mario Cantino, per dare una scossa al sistema,con un emendamento finale,ricevuti i finianziamenti l’ippica andra’ avanti fino a dicembre poi?il vuoto di nuovo…prosegue Maritato.Sono tutti esasperati dalla crisi oltre che dalla riduzione dei finanziamenti e dalla caduta libera delle scommesse (diminuite del 70% negli ultimi cinque anni) e dei montepremi (ridotti del 40%). Una situazione che non ha precedenti nell’ippica italiana.
RISCHIANO 43 IPPODROMI,CHIUSURA IN VISTA PER 2 MILA CIRCOLI IPPICI. Il mondo dei cavalli comprende anche aspetti colaterali quali la produzione di fieno e mangimi, sellerie, trasporto dei cavalli, attrezzature e abbigliamento e prodotti per la salute e l’igiene degli animali.
Ma non è finita qui. Preoccupazione anche nei 2 mila circoli ippici affiliati alla Federazione Italiana Sport Equestri (con 120 mila persone iscritte alla federazione), circa 440 circoli affiliati Fitetrec-Ante (turismo equestre e monta da lavoro con 15 mila iscritti), circa 300 agriturismi affiliati Fitetrec, circa 4.500 ulteriori agriturismi con cavalli, e circa 300 centri che svolgono ippoterapia.
Una cosa appare certa conclude il leader di Assotutela: occorre riformare il sistema ippico in Italia, snellendo il numero degli ippodromi attivi e riconvertendo la funzione di quelli non più strategici o che richiedono immissione di denaro fresco per nuovi investimenti.L’ippica deve tornare a far sognare dando ancora tributi a Varenne e Ribout.

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