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Ott 27

PROTESTE E PROPOSTE DISABILI GRAVI

“Assotutela continua ad appoggiare la protesta dei disabili in merito alle recenti normative sulla spending review che vanno ulteriormente a colpire tali le fasce deboli”: parole della Segretaria Regionale del Lazio Sara Lauricella. Il “Comitato 14 settembre” (formato da disabili e dalle loro famiglie) è in presidio permanente già dal 10 ottobre con contestuale sciopero della fame di alcuni di loro per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei due ministeri interessati da tali tagli: Salute e Lavoro e Politiche Sociali. Entrambi i Ministri (Balduzzi e Fornero) hanno effettuato incontri con i delegati del “Comitato 14 settembre” per studiare in un tavolo di concertazione le possibili soluzioni che possano salvaguardare i cittadini disabili e le finanze pubbliche. Le richieste del Comitato sono semplici ed ovvie: la presa in carico del cittadino disabile con nuove modalità da parte delle istituzioni anziché il mantenimento della tutela e del carico alle sole famiglie, il blocco di ulteriori tagli alla spesa sanitaria ed assistenziale nei loro confronti con il contestuale reperimento di fondi da altri capitolati di spesa in emorragia, “analizzare la concreta possibilità, e convenienza, di convogliare in un unico fondo gli stanziamenti per il sociale e per il sanitario …già a partire dal 1 gennaio prossimo..”, come dichiara in una nota il Presidente del Comitato Michele Colangelo, proposta diretta ai Comuni di blindare il bilancio sociale perché esso non diventi la voce da cui attingere nei momenti di deficit dovuti ad altri investimenti. Si parla inoltre anche del lancio di tre assemblee pubbliche macroregionali (Nord, Centro e Sud Italia) per poter discutere in maniera democratica e trasparente delle problematiche relative alla disabilità, al sociale e delle possibili soluzioni da adottare. Le assemblee, aperte a tutti, rappresenterebbero un momento di presa di coscienza della realtà in cui ognuno di noi potrebbe trovarsi e, con tale coscienza, instaurare quel cambiamento culturale che consentirebbe ad ognuno di far parte della soluzione e di non considerare più i disabili e le loro famiglie come un peso ma come parte integrante della fragile società in cui viviamo. Disabili non si diventa per scelta e spesso nemmeno per noncuranza: ci si diventa e basta. Le famiglie non possono essere l’unico “paracadute”, nonostante il grande amore e la grande partecipazione. La società ha l’onere di tutelare e salvaguardare tali fasce “deboli” per poter poi sentire l’onore di dirsi una società civile e forte. Certo in un momento di crisi generale (e non solo di tipo economico) sembra assurdo fare discorsi così altisonanti ma questi sono i veri argomenti su cui confrontarsi perché sono i veri argomenti che fanno parte della naturale essenza dell’essere umano. Fissati i punti cardine del pensiero sociale tutto diventa facile e risolvibile…. La dura salita può diventare una dolce discesa.

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