«

»

Nov 07

AD ATENE FANNO LA GUERRA, ma nessuno lo dice

Il popolo Ateniese diventa guerriero come gli Spartani di secoli fa. Fanno la guerra contro quelle istituzioni che hanno messo la loro nazione in ginocchio. Proprio in queste ore i cittadini hanno invaso la piazza del Parlamento caricando contro la Polizia che tentava di fermarli anche con l’ausilio dei lacrimogeni. Manifestano contro l’approvazione, che il Parlamento si accinge ad effettuare, del pacchetto di nuovi tagli previsti nel periodo 2013-2014 per altri 13,5 miliardi di euro: tanto è stato richiesto da UE, BCE ed FMI per poter concedere alla Grecia l’accesso al fondo per gli aiuti di 31.5 miliardi di euro. La protesta è ripartita qualche giorno fa dall’indizione di uno sciopero da parte dei due maggiori sindacati ellenici (Adedy e Gsee) per la pubblica amministrazione, ma si sono accodati tutta una serie di servizi e lavoratori privati esasperati dalla situazione di pesanti restrizioni economiche già vissute ed inflitte nel paese. Il presidente greco Antonio Samaras dichiara: “Dobbiamo salvare il paese dal disastro. Se non riusciamo in questo, è inutile restare nella Comunità Europea. Questi sono gli ultimi tagli che apporteremo ai salari e alle pensioni” , ma rimane sordo al grido di aiuto che proviene dai pensionati e dai più poveri che, come spesso succede, sono coloro che ancor più risentiranno di questa manovra di austerità e riforme. La Grecia stà visibilmente sprofondando nella miseria, con tassi di disoccupazione alle stelle, con recessione insostenibile e produzioni praticamente inesistenti. Per uscire da questa situazione l’FMI (Fondo Monetario Europeo) aveva chiesto alla Grecia di ridurre il debito pubblico ma dovrebbe farlo la Germania a discapito delle sue casse e non vuole mettere in difficoltà la nazione tedesca. Per cui gli ellenici sarebbero costretti a riacquistare i bond già emessi in quanto non si possono più né prolungare né c’è la possibilità di ridurre i tassi di interesse. Tutto ciò significa solo un’ulteriore stretta al popolo. La guerriglia in atto è stata praticamente oscurate dai media, probabilmente anche per il terrore che tale irrequietezza si propaghi anche in altri stati. “L’Italia, dichiara la segretaria del Lazio di Assotutela Sara Lauricella, potrebbe essere tra le nazioni a rischio rivoluzione. La situazione economica del nostro paese stà velocemente diventando molto simile a quella greca. Il rischio che corriamo è di trovarci esclusi da qualsiasi partita di economia sia interna che europea con l’aggravante che la nostra classe politica ed i suoi scandali non ci aiutano. Ed il rischio è che le rivolte inizino anche nella nostra nazione: la gente è stanca… siamo tutti stanchi!”. Cosa augurarci? Che la rivolta inizi anche da noi e si vada finalmente verso una nuova via di politica economica o temporeggiare e sperare che tutto si risolva e svanisca? Considerazioni che ognuno di noi faccia tra se e se.
Sara Lauricella

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Lascia un commento


Hit Counter provided by technology reviews