Dora Conversano: “È importante partire dai bambini”

Dora Conversano, Assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione e docente e vicaria della scuola primaria “Imbriani Salvemini”, ogni giorno guida i suoi alunni in percorsi e in attività, atte ad arricchirli dal punto di vista umano, culturale e formativo. In occasione dell’evento su Aldo Moro e del libro del dott. Michel Emi Maritato, ci racconta quanto sia importante far conoscere ai bambini – e, in generale, ai giovani – il passato e quanto la sua missione pedagogica si intrecci con l’Assessorato assegnatole.

Buonasera, partiamo dal principio, lei è un’insegnante di scuola primaria. Quanto incide la sua professione da educatrice nell’Assessorato che le è stato assegnato, e viceversa?
“Nonostante io gestisca come assessore due settori “davvero consistenti” non ho mai pensato di lasciare temporaneamente il mio ruolo di docente e di mettermi in aspettativa in quanto credo che lavorare, nel contempo, nell’ambito scolastico possa aiutarmi a capire quale sia il percorso più giusto, partendo dai bambini, e a compiere scelte importanti anche dal punto di vista amministrativo. Per esempio, dopo il covid, nella sala consiliare è stata istituita una scrivania con i testi che ricordano lo statista Aldo Moro e, in quell’occasione, ho partecipato con delle classi della mia scuola primaria: l’impatto è stato altamente positivo e formativo ai fini dell’importanza di mettere a conoscenza del passato anche i più piccoli. È importante partire da loro perché, in qualità di insegnante, sono convinta che il percorso intrapreso da bambini possa essere un percorso capace di lasciare il segno per le scelte da adulti. Quando c’è stato il rapimento e l’uccisione dell’Onorevole Aldo Moro io ero ancora molto piccola ma quella storia mi è rimasta così impressa che, ad oggi, quando sento parlare di politica mi viene in mente la sua figura. Come risulta evidente anche dal libro di Michel Maritato, che ho letto con molto interesse, non c’è nessuna chiarezza su quella vicenda e persistono ancora dubbi e risposte non date a quesiti leciti. Mi chiedo, forse perché era un politico che aveva al centro la persona ed era una figura un po’ scomoda? Ora sono operativa in un‘amministrazione ma devo dire che a volte la politica, purtroppo, si allontana da quello che sosteneva e rappresentava Moro, che è stato uno dei pilastri della nostra storia politica.”

Aveva già sentito parlare dello scrittore e criminologo Michel Maritato?
“Sì, ne avevo sentito parlare ma sono venuta a conoscenza del suo impegno politico solo dopo aver parlato col sindaco Giovanna Bruno. Mi preme sottolineare che la lettura di questo libro mi ha raffigurato più concretamente lo scrittore, il suo modo di fare e le sue idee.”

Ha avuto modo di leggere il libro: quale aspetto l’ha colpita di più?
“Mi ha colpito il modo con cui lo scrittore affronta questo argomento perché, in realtà, si arriva a conclusioni non belle e restano dei dubbi che lasciano segni amari sulla tragica conclusione della vita di Moro. È un libro che va al di là di quello che sappiamo sulle Brigate Rosse perché mostra i retroscena, i segreti che si celano dietro a tutta la vicenda. La cosa interessante è che, sin dall’inizio del libro, vi è un percorso intrapreso da due giornalisti – giovani, vorrei sottolineare – che per caso si trovano coinvolti nella ricerca ed è possibile notare come per loro sia un percorso di crescita in cui non vedono l’ora di approdare ad una giusta conclusione. In questo senso, secondo me, il libro ha anche una finalità formativa. Sarebbe potuto essere un racconto pesante e polemico e, invece, sottolinea gli aspetti che sono rimasti incompiuti e il tutto è scritto in maniera concreta e comprensibile, così da spingere il lettore ad andare avanti nella lettura.”

Cosa sa di Aldo Moro e cosa ha condiviso del libro?
“Se penso alla politica penso ad Aldo Moro perché sin da piccola ho ricevuto una formazione, sia in famiglia sia a scuola, in cui il ricordo della sua persona è sempre stato posto al centro dell’attenzione. Mi ha sempre incuriosito, non ho mai smesso di approfondire il suo percorso, anche a livello educativo, e in questo libro ho apprezzato molto l’impronta data all’intera storia.
Ricordo ancora il piacere con cui andavo in università, nella sede in cui Moro è stato Rettore a Bari e nella quale si percepiva la sua mancanza.
Per l’evento di presentazione del libro, faremo in modo che siano presenti non solo adulti ma anche alcuni bambini di scuola primaria, in modo tale che questo messaggio si trasmetta di generazione in generazione perché, come insegna Aldo Moro, è necessario partire dalla persona, dai più piccoli, incentivandoli in un percorso di crescita.”

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