Sentenze

BANCHE CONDANNATE ALLA “PUBBLICA GOGNA”

I tribunali di Milano e Cuneo in data 29 giugno hanno condannato ING Bank, BPM, Deutsche Bank e la Banca Regionale Europea a cessare ogni pratica anatocistica sui conti correnti.
Lo stesso e’ accaduto ad INTESA San Paolo in data 01/07/2015…anche UNICREDIT ha ricevuto di recente lo stesso trattamento; e’ evidente che finalmente qualcosa si sta muovendo a tutela dei cittadini.
Ovviamente i su menzionati istituti non sono nuovi a questo genere di condanne ma questa volta si e’ messo un punto alla questione, obbligandoli a pubblicare il dispositivo dell’ ordinanza sulle home page dei loro siti internet ufficiali, comunicarlo con le stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente a tutti i propri clienti quando non addirittura a pubblicarlo sulle maggiori testate ufficiali del paese.
Gli istituti di credito sono stati invitati ad avviare urgentemente una procedura di conciliazione per restituire a privati ed aziende gli interessi anatocistici illegittimamente incassati che ammonterebbero solo nel caso di Intesa San Paolo, dal 2014 ad oggi, a circa 400 milioni di euro.

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E’ onere dell’istituto bancario dimostrare il proprio credito in caso di contestazione esplicita nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo.

CASSAZIONE: SENTENZA SU STUPRO SARA' SEPPELLITA.  GIUDICI DI CAGLIARI HANNO SPAZIO PER RIMEDIARE A NOSTRO ERRORELa Cassazione con la sentenza n. 19696/14 del 06/06/2014, depositata il 12 Settembre 2014, ha confermato un principio ormai consolidato da tempo in giurisprudenza.
Tutte le volte che la Banca procede contro il proprio cliente con un decreto ingiuntivo e quest’ultimo fa tempestivamente opposizione, la Banca deve dimostrare il proprio credito se quest’ultimo è oggetto di specifica contestazione sollevata dal cliente nella propria opposizione.E’ prassi diffusa da parte della Banca, quando intende procedere per il recupero del proprio credito, di allegare l’ultimo estratto conto come prova documentale del proprio credito, con una dichiarazione di conformità dell’ultimo estratto conto alle scritture contabili della Banca stessa.
Ma la legge non è questo che dice.
In caso di contestazione del credito da parte del cliente ingiunto, la Banca deve depositare anche tutti gli estratti conto dall’inizio del rapporto intrattenuto con lo stesso.
La Corte di Cassazione, con la. sent. n. 18541/13 del 02/08/2013, ha confermato un principio più volte espresso, ovvero che l’obbligo di conservare e consegnare al cliente soltanto la documentazione relativa agli ultimi 10 anni del rapporto non esime la banca dall’onere di provare l’esistenza e la consistenza del proprio credito.
L’istituto di credito deve dimostrare come è arrivato a calcolare il saldo negativo che imputa al proprio cliente, depositando tutta la documentazione e gli estratti conto sin dall’inizio del rapporto, e non solo quella degli ultimi dieci anni.
Come sempre accade infatti, in caso di opposizione al decreto ingiuntivo, la somma richiesta dalla Banca risulta non corrispondente a quella dovuta realmente e questo accade perché, per prassi diffusa, la Banca addebita in conto corrente somme non dovute grazie anche all’applicazione dell’anatocismo, che è un moltiplicatore del debito, cioè un meccanismo che permette alla banca di sommare gli interessi passivi al capitale, e sul saldo così ottenuto, calcolare altri interessi a favore della Banca.
E’ dunque molto importante opporsi al decreto ingiuntivo notificato dalla Banca, contestando il credito, obbligando così l’Istituto di Credito a depositare in giudizio tutti gli estratti conto.
Il termine per fare opposizione ad un decreto ingiuntivo è di 40 gg., a partire dal giorno in cui viene notificato il decreto.
Trascorso tale termine, il decreto ingiuntivo diviene esecutivo.

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